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Negli ospedali italiani è l’ora di Linea amica ed emoticon

Il ministro Brunetta ha siglato un protocollo di intesa per l’implementazione dei progetti di innovazione nel settore sanitario

30 Giu 2009

La “ricetta Brunetta” sbarca negli ospedali. Il ministro della
PA e Innovazione, Renato Brunetta, il presidente del Formez, Carlo
Flamment, il presidente della Federazione italiana aziende
sanitarie ed ospedaliere, Giovanni Monchiero, e il presidente del
Cnipa, Fabio Pistella, hanno firmato il protocollo d'intesa
biennale per migliorare il rapporto fra cittadini, Asl e aziende
ospedaliere. Saranno 140 le strutture sanitarie che, in
applicazione della legge 15 del 4 marzo 2009, sperimenteranno
l'accordo su quattro fronti: l'introduzione di emoticon per
rilevare il gradimento dei servizi da parte degli utenti, il
progetto Linea amica, il miglioramento dei servizi informatici
nella Pubblica amministrazione e la definizione di un piano per
dare applicazione al decreto di riforma del lavoro nel settore
pubblico.

“È un intervento che coinvolgerà 450mila dipendenti del settore
sanitario – ha sottolineato il ministro – in un'area delicata
che ha già visto una grande rivoluzione”. Brunetta ha inoltre
ricordato che è stato richiesto lo stanziamento di 40 milioni al
Cipe per l’istituzione di un'unica piattaforma Voip per la
copertura dei mille numeri verdi aderenti a Linea amica. Milioni
che faranno parte di un finanziamento più complessivo del valore
di 1,2 miliardi di euro, su cui il Cipe si esprimerà nei prossimi
giorni, per il completamento del progetto e-government e per
l’estensione la banda larga su tutto il territorio entro il 2012.
“Se il Cipe approverà nei prossimi giorni il relativo
finanziamento di 800 milioni di euro per la banda larga e 400
milioni per l'e-gov potremo avere la strada spianata per
assicurare nel 2012 scuola, sanità, giustizia e burocrazia
elettroniche in un contesto infrastrutturale di banda larga diffusa
– ha precisato Brunetta – . Avremo così realizzato il sogno
dell' informatizzazione dell'intero sistema pubblico a
quella importante infrastruttura che è la banda larga”.