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L'EMENDAMENTO

PA digitale, 50 milioni per l’assunzioni di esperti

Come anticipato da Corcom in commissione Bilancio della Camera via libera all’emendamento Coppola per un piano straordinario di assunzioni da finanziare con un fondo ad hoc. Prevista la creazione di un albo dei dirigenti informatici presso Palazzo Chigi

12 Dic 2017

Federica Meta

Giornalista

Un piano straordinario per assumere dirigenti esperti di digitale nella PA da finanziare con 50 milioni di di euro. La commissione Bilancio della Camera ha dichiarato ammissibile l’emendamento che istituisce un fondo “per l’incentivazione dell’innovazione digitale nella pubblica amministrazione” e per istituire presso la Presidenza del Consiglio attraverso “un albo dei dirigenti informatici”, al quale potranno attingere tutti gli enti.

I contributi, si legge nell’emendamento”sono erogati nella misura del 30%del costo del personale e in ordine di priorità di arrivo delle richieste, fino a esaurimento del Fondo”.

Per l’anno prossimo “e con cadenza triennale, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, è bandito un concorso per la formazione di un elenco di soggetti da inserire nell’Albo dei dirigenti per la transizione digitale. L’inserimento nell’Albo – chiarisce l’emendamento – avviene in base ad una graduatoria di merito e non da’ diritto all’assunzione”. Al costo per lo svolgimento del concorso, infine, “si provvede nell’ambito delle dotazioni di bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri”.

La proposta di modifica alla manovra porta la firma di Paolo Coppola (Pd), presidente della commissione di inchiesta sulla PA digitale, e d altri 13 deputati. L’intenzione di presentare questo emendamento l’aveva annunciata lo stesso Coppola in un’intervista rilasciata a Corcom. “Alla PA – diceva Coppola al nostro giornale – serve un grande piano di assunzioni straordinario, vincolato all’immissione nella PA di competenze digitali, e un programma di formazione diffusa in tutte le amministrazioni”. Secondo  il presidente della commissione si tratta di una soluzione necessaria a colmare il gap di e-skill che è uno dei grandi mali dell’Italia che vuole diventare “all digital”.

Male evidenziato anche nel documento conclusivo dei lavori della commissione di inchiesta: “la mancanza di consapevolezza dell’importanza del digitale ha portato la PA, negli anni, a non dotarsi delle competenze tecnologiche, manageriali e di informatica giuridica necessarie – si legge – Dalle audizioni emerge più volte che mancano le competenze interne e l’amministrazione sceglie di fare ampio ricorso al mercato. L’analisi dei curricula dei responsabili della transizione alla modalità operativa digitale rende difficile affermare che il comma 1-ter dellarticolo 17 del Cad sia rispettato”, e cioè che il responsabile dell’ufficio è dotato di adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali, “in alcuni casi per stessa ammissione dei responsabili durante le audizioni”.

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