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STRATEGIE

PA digitale, Bongiorno: “Partiamo da zero. Nuove assuzioni per il rilancio”

Il ministro della PA: “Finora si è molto parlato ma si è fatto pressoché nulla”. Sulla nuova Dg dell’Agenzia per l’Italia digitale: “E’ un’eccellenza, una donna di valore”. L’annuncio: “450mila assunzioni nei ministeri per il prossimo triennio”

30 Ago 2018

A. S.

“E’ una donna di valore e di grande esperienza, un’eccellenza. Sono convinta e soddisfatta della scelta di Teresa Alvaro”. Così il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno commenta ai microfoni di Zapping su Radio 1 Rai, la nomina del nuovo direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, annunciata da CorCom nella tarda mattinata di ieri. “Stiamo parlando di un’eccellenza ed è un momento in cui il settore ha bisogno di eccellenza. Non è una nomina su cui ho dubbi – continua Bongiorno – sono molto convinta che sia una donna di valore che ha avuto risultati concreti”.

Nel corso dell’intervista il ministro ha anche toccato il tema della riforma per la digitalizzazione della Pa, riservando qualche polemica per gli ultimi esecutivi: “Si è molto parlato ma si è fatto pressoché nulla, stiamo partendo praticamente da zero – sottolinea – Ora finalmente iniziamo”.

Capitolo nuove assunzione nella pubblica amministrazione: “C’è la necessità di assumere in grado di avviare la trasformazione digitale – spiega il ministro – si deve pensare a un commesso in meno e a un soggetto specializzato in informatica in più. Quanto al piano di assunzioni, il Governo sarebbe pronto ad anticipare nel 2019 una quota delle 450mila assunzioni previste per il prossimo triennio, che dovrebbero servire a portare a termine il turnover nella PA.

“Stiamo guardando quali sono i fabbisogni – prosegue – lo sforzo è di anticipare nei ministeri, negli enti pubblici economici e nelle agenzie le assunzioni del triennio già nel 2019. Questo non è possibile farlo per gli enti locali, la scuola e la sanità. La stima di 450.000 assunzioni riguarda sia le amministrazioni centrali che quelle periferiche. L’anticipazione riguarda solo le centrali ma i numeri li avremo solo a metà settembre”.

Quanto infine alla Giustizia, “è paralizzata anche per la mancanza di personale amministrativo – conclude il ministro – Spero entro fine anno di dare risposta a questi soggetti, per far ripartire la giustizia”.

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