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PA digitale, Coppola presiede la Commissione d’inchiesta anti-spreco

Costituita oggi la task force che monitorerà lo stato dell’arte dell’informatizzazione e gli effetti degli investimenti pubblici a livello locale e centrale. Vicepresidenti Federico D’Incà e Mara Mucci, segretari Gian Mario Fragomeli e Sebastiano Barbanti

03 Nov 2016

Verificare e analizzare le risorse finanziarie e gli investimenti effettuati dalle PA nell’Ict. Ma anche analizzare la competenza dei responsabili Ict nella pubblica amministrazione. E verificare il livello di automazione dei processi. Sono fra i compiti della Commissione parlamentare di inchiesta sulla digitalizzazione della PA che si è costituita oggi dopo l’ok dato dalla Camera a giugno. Presidente eletto è Paolo Coppola, vicepresidenti Federico D’Incà e Mara Mucci, segretari Gian Mario Fragomeli e Sebastiano Barbanti.

“Sono certo che il lavoro della Commissione di inchiesta sarà di prezioso aiuto alla revisione del piano triennale (sulla spesa Ict, ndr) – ha detto a giugno il deputato dem Paolo Coppola presentando alla Camera la proposta per la costituzione di una “Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni statali e locali”. “Come pure – aveva aggiunto – sono certo che i lavori della Commissione serviranno anche per l’attuazione della modifica della Costituzione votata in quest’Aula all’unanimità e che andremo a confermare con il referendum di ottobre”. La modifica (alla lettera r), secondo comma, dell’articolo 117), aggiunge alle materie di competenza esclusiva dello Stato, oltre al coordinamento informatico dei dati, anche quello dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche. “Una rivoluzione – ha sottolienato il deputato dem – che va finalmente a sanare quanto denunciato anche dal già citato rapporto Assinform, ovvero lo scarso grado di interoperabilità tra i sistemi degli enti della pubblica amministrazione locale”.

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