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L'INTERVISTA

PA digitale, Dominici: “Salto quantico con la governance collaborativa”

Il dg di Fpa in vista della presentazione dell’annual report: “Sarà una sorta di guida alla lettura che raccoglie idee, progetti, esperienze e visioni”

24 Gen 2019

Federica Meta

Giornalista

Il 2018 è stato l’anno zero dell’innovazione in Italia? A rispondere sarà la quarta edizione dell’Annual Report di Fpa che sarà presentato martedì 29 gennaio dalle 11:00 alle 13:00 presso il Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi. Gianni Dominici, direttore di Fpa, spiega a CorCom il senso dell’iniziativa che oramai rappresenta un punto di riferimento per gli addetti ai lavori, ma anche per le imprese che investono nella PA.

Dominici, voi di Fpa avete usato per primi la locuzione “anno zero dell’innovazione” riferendovi al 2018. Perché?

Perché l’anno appena trascorso è stato un anno segnato da grandi cambiamenti e passaggi di consegne importanti: la fine della legislatura, la nomina di un nuovo governo e, dal punto di vista della governance dell’innovazione, il cambio alla guida di Agid e Team Digitale con la nomina rispettivamente di Teresa Alvaro e Luca Attias. Per questo motivo il rischio potenziale era quello di vedere bloccati tutti quei processi e progetti che erano stati avviati nella precedente legislatura.

È stato così?

La risposta l’ha data, indirettamente, la ministra della PA, Giulia Bongiorno, spiegando che non servono nuove riforme ma attuare quelle già approvate. Un approccio che ci convince anche perché negli scorsi anni è stato seminato molto sul fronte innovazione della PA: basti pensare all’avvio di Spid e al processo di realizzazione di Anpr che, pur con i consueti problemi, potrebbero rappresentare una chiave di volta.

Perché dice “potrebbero” rappresentare? Cosa non la convince?

I progetti fuori da una vision innovativa della digitalizzazione della PA rischiano di rimanere dei silos che non portano efficienza ed efficacia dentro la macchina pubblica e nemmeno nella relazione-servizio con il cittadino utente.

E allora?

Serve accantonare il modello organizzativo “verticale” tipico della PA italiana per passare a una logica orizzontale che “porti dentro” all’amministrazione il contributo dei diversi attori pubblici e privati, ma anche del non profit, nella progettazione e gestione dei servizi avanzati. La PA deve imparare a fare rete.

In questo senso quale può essere il contributo dell’Annual Report?

Fpa dà la propria interpretazione, mettendo insieme riflessioni e commenti nati dalle centinaia di occasioni di confronto sviluppate nel 2018. La pubblicazione non vuole essere un racconto esaustivo di quanto accaduto nel 2018, ma una sorta di “guida alla lettura” che raccoglie idee, progetti, esperienze e visioni: si va dalle competenze alla cittadinanza digitale, dal lavoro pubblico all’open government, dalla programmazione europea alla sanità, passando per le politiche per città e territori, il procurement pubblico, la sicurezza informatica e la gestione documentale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Federica Meta
Giornalista

Giornalista professionista. Laureata in Scienze Politiche all’Università Sapienza di Roma, si è specializzata presso l’ateneo di Tor Vergata frequentando la Scuola Superiore di giornalismo. Ha iniziato la sua carriera nella agenzie di stampa occupandosi di cronaca locale per poi passare a collaborare con vari settimanali di approfondimento sui temi della Digital Transformation. Dal 2007 è redattrice presso CorCom, testata del Gruppo Digital 360, e si occupa di tematiche quali PA digitale, smart city, Industria 4.0, smart working

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