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L'EVENTO

PA digitale, Mochi Sismondi: “Le persone al centro della svolta collaborativa”

Forum PA 2018 accende i riflettori sui cittadini: non più utenti passivi ma “asset” in grado di generare valore e innovazione e contribuire alla creazione di un’amministrazione aperta. L’analisi del presidente di FPA

14 Mag 2018

Carlo Mochi Sismondi

presidente di FPA

Forum PA 2018 aprirà i battenti alla “Nuvola di Fuksas” a Roma Eur dal 22 al 24 maggio prossimo e di nuovo migliaia e migliaia d’innovatori s’incontreranno, confronteranno progetti e soluzioni, si scambieranno idee e troveranno in questo incontro una ragione in più per credere che una riforma della PA, che sostenga uno sviluppo equo e sostenibile, è nonostante tutto possibile.

Al centro ci sarà  la riforma dell’ultimo Governo, in una fase storica, quale quella che viviamo in questi giorni, quanto mai incerta, e al centro ci saranno anche le straordinarie potenzialità della trasformazione digitale. Ma perché il Forum PA sia quel laboratorio d’innovazione per cui tutti noi stiamo lavorando, questo non basta. Serve che il cambiamento si basi sulla crescita delle persone.

Al di là della retorica investire nelle persone dentro e fuori l’amministrazione vuol dire avere fiducia che tutte, siano esse cittadini o impiegati pubblici, sono portatori non solo di bisogni, ma anche e soprattutto di idee e di soluzioni.  Dentro la PA questo vuol dire avere come obiettivo lo sviluppo di ciascuno nella sua specifica diversità. Sviluppare le persone, far sì che pensino e partecipino attivamente al miglioramento di quello che fanno, vuol dire poter contare su leader lungimiranti, che sanno che la loro forza è la forza della loro squadra, che si sforzano sempre di far sì che cresca nei propri collaboratori l’orgoglio e insieme la capacità di autovalutarsi.

Mettere al centro dell’azione pubblica le persone, fuori dell’amministrazione, vuol dire non considerarle mai “utenti” passivi dei servizi, ma stakeholders che mantengono la responsabilità sulla loro vita, fanno un patto onesto con la PA che pagano con le loro tasse, e la usano come piattaforma abilitante per realizzare i loro scopi. E’ necessario quindi un atteggiamento di “innovazione empatica” che metta al centro la creazione di reti relazionali positive e lo sviluppo.

Empatia vuol dire essere capaci di uscire da noi stessi e permettere all’altro di entrare nella nostra sfera. Proprio quello che deve fare la PA: uscire dal palazzo e accettare la complessità della nostra società e la molteplicità degli interessi e delle forze in campo non come un ostacolo, ma come una ricchezza delle comunità. È quello che abbiamo chiamato “governo con la rete” teorizzato proprio da Stephen Goldsmith che aprirà la manifestazione il 22 mattina con una lectio magistralis.

Questo passaggio ad una “governance collaborativa” è semplicemente impossibile senza la trasformazione digitale e la potenzialità della rete. Il digitale è quindi fattore abilitante non solo perché rende possibile un ripensamento dei processi avvicinando quindi i servizi ai bisogni dei cittadini e delle imprese e togliendoli dalle mani di una burocrazia difensiva e autoreferenziale, ma anche perché permette quella “free knowledge society” che, riducendo l’asimmetria informativa, mette in condizione i cittadini, azionisti dell’amministrazione pubblica, di essere protagonisti sia delle scelte, sia del design dei servizi.

Questa è la vera natura del Forum PA, arrivato ormai quasi a trent’anni di vita: la fiducia nelle straordinarie potenzialità della collaborazione tra persone (non risorse umane per cortesia) che si pongano un obiettivo comune d’innovazione. Per questo anche al tempo di Internet migliaia di persone si mettono in viaggio da tutt’Italia per convergere in un luogo dove potersi incontrare, conoscere e riconoscere. A tutti loro auguro buon lavoro!

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