PA digitale, Paolo Coppola consulente della Presidenza del Consiglio - CorCom

LA NOMINA

PA digitale, Paolo Coppola consulente della Presidenza del Consiglio

Deputato PD dal 2013 al 2018 e presidente della Commissione di inchiesta sul livello di digitalizzazione dell’amministrazione, è stato chiamato come esperto a supporto dei progetti. Riflettori sulle competenze

07 Apr 2021

Federica Meta

Giornalista

Paolo Coppola è stato chiamato dal governo a ricoprire l’incarico di esperto a supporto dei progetti di digitalizzazione della PA.

Docente presso l’Università di Udine e membro del consiglio direttivo dei Copernicani,  è stato deputato PD dal 2013 al 2018, periodo in cui ha presieduto la Commissione di inchiesta sul livello di digitalizzazione della PA.

Nella relazione finale la Commissione aveva delineato l’azione chiave per rilanciare la PA digitale ovvero investire sul capitale umano

“E’ opportuno sottolineare come risulti urgente e non più procrastinabile – si legge nel documento – un adeguamento delle competenze del personale (non solo) dirigenziale della PA, sia attraverso un massiccio investimento in formazione, sia attraverso una ineludibile immissione di nuovo personale, soprattutto nei livelli apicali”.

Il costo, secondo i parlamentari , di un protrarsi della mancanza di giuste competenze nei livelli apicali, con la conseguente esternalizzazione del know-how e l’impossibilità di una reale interlocuzione tra pari con i fornitori, “è un costo di gran lunga superiore a quello necessario ad una deroga del blocco delle assunzioni per figure con adeguate competenze tecnologiche, manageriali e di informatica giuridica”. I costi della mancata transizione alla modalità operativa digitale sono stimabili in miliardi di euro e non è pensabile continuare a sostenerli a causa di una visione miope che pretende di operare una tale trasformazione senza avere la risorsa più importante in questo processo: il capitale umano.

E quello della mancanza di competenze adeguate a governare la transizione è un tema centrale ancora oggi. Tanto che tra le prime azioni del governo- in campo il ministero della PA, Renato Brunetta, e la ministra per il Sud Mara Carfagna – c’è stato il via libera all’assunzione di  2800 esperti digitali, soprattutto ingegneri e data analyst, da inserire nelle amministrazioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) per supportare l’attuazione dei progetti del Recovery Plan.

Il bando è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Una prima graduatoria di 8.400 candidati idonei sulla base dei titoli sarà pronta per maggio, mentre la prova scritta in modalità telematica, differenziata per i cinque profili, si svolgerà a giugno. Le procedure dovranno concludersi entro 100 giorni dal bando, dunque entro il mese di luglio, con la pubblicazione delle graduatorie di vincitori e idonei e le assunzioni del personale.

Come previsto dalla legge di Bilancio 2021 varata dal precedente Governo (articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2020, n. 178), i profili professionali e la ripartizione delle unità di personale non dirigenziale sono stati definiti nello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale di concerto con il Ministro per la Pubblica amministrazione e con il Ministro dell’Economia e delle finanze, sulla base della ricognizione del fabbisogno di personale operato dall’Agenzia per la coesione territoriale. Sullo schema di Dpcm è arrivato in giornata il parere positivo della Conferenza Unificata.

“Saluto con soddisfazione la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando per assumere 2.800 tecnici nelle amministrazioni del Sud – commenta Brunetta – In un’ora sono già state presentate 500 domande. È la prima sperimentazione di selezioni rapide e semplificate nella Pa, in piena sicurezza. Adesso parte il conto alla rovescia per rispettare il cronoprogramma: vogliamo garantire le assunzioni entro 100 giorni”.

In un’intervista al Messagero Brunetta ha delinato la roadmap delle assunzioni.

“Il nostro obiettivo è di garantire innanzitutto il turnover fisiologico: almeno 500mila ingressi per cinque anni, 100mila l’anno, pari al numero di dipendenti pubblici che andranno in pensione secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato – ha detto – Poi bisogna ragionare selettivamente sui settori che si sono maggiormente impoveriti negli ultimi dieci anni.  Penso soprattutto alla sanità e agli enti locali. Qui il turnover potrà arrivare anche al 120%”.

Ci saranno inoltre, continua il ministro, “le alte professionalità tecniche da reclutare in via straordinaria per l’attuazione dei progetti del Recovery Plan con contratti a tempo determinato”.

Il numero “dipenderà dai progetti, bisogna avere la pazienza di attendere il piano definitivo. Quello che posso dire è che le procedure saranno rapide. Useremo le buone pratiche delle organizzazioni internazionali. Ci sarà un portale del reclutamento, una piattaforma a cui potranno rivolgersi le amministrazioni centrali e locali per simulare e prevedere lo stato del proprio fabbisogno professionale e per gestire le procedure concorsuali. Valorizzeremo dottorati, iscritti agli ordini professionali e ai centri di alta formazione. Sono assunzioni che si possono fare in 15 giorni. I contratti dureranno 5 anni, il tempo del Recovery”.

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