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IN HOUSE

PA digitale, via al progetto Tripolo. Panontin: “Cooperazione regionale chiave di volta”

Presentata in occasione dell’approvazione dell’Accordo quadro per la crescita e la cittadinanza digitale verso gli obiettivi Eu2020, l’iniziativa mira ad interconnettere reti e data center delle in house di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento. Il presidente della commissione speciale Agenda digitale della Conferenza delle Regioni: “Sarà un’opportunità concreta di sviluppo per i territori e un modello di riferimento nazionale”

14 Feb 2018

Federica Meta

Giornalista

Interconnettere le reti e i data center tra le società Ict house di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. E’ questo l’obiettivo del “Progetto Tripolo” che vede impegnate le tre Regioni e che rappresenta un caso concreto della capacità di lavorare in una logica inclusiva ed interregionale. L’iniziativa è stata presentata oggi dal presidente della commissione speciale Agenda digitale (Adi) della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Paolo Panontin, in occasione dell’approvazione  dell“Accordo quadro per la crescita e la cittadinanza digitale verso gli obiettivi EU2020”. L’intesa è stata ratificata tra la Commissione Speciale Agenda Digitale delle Regioni e delle Province Autonome e l’Agenzia per l’Italia Digitale: si punta a  a coordinare e valorizzare il contributo di tutti gli attori coinvolti nel processo di trasformazione digitale del sistema Paese, prevedendo una cabina di regia costituita dalla Commissione Speciale Adi, Agid, con la partecipazione di Assinter Italia.

Che significato ha l’Accordo quadro per la crescita e la cittadinanza digitale tra Commissione Speciale Adi e Agid approvato oggi?

L’Accordo che vede anche la partecipazione di Assinter Italia in rappresentanza della rete delle società Ict in house regionali, favorirà la collaborazione tra diversi soggetti istituzionali a vario livello ingaggiati nella sfida della trasformazione digitale. L’intesa sancisce già il raggiungimento di un buono stato di maturazione nei rapporti tra Governo, Regioni e Ict in house regionali, laddove presenti, e mira a un coordinamento ancora più efficace delle attività collegate all’attuazione dei piani di digitalizzazione nazionali e regionali, attraverso la valorizzazione del contributo di tutti gli attori coinvolti e il consolidamento di preziose sinergie comuni. Siamo a un importante cambio di passo tra gli attori: collaborare tutti per la diffusione dell’innovazione a livello locale.

Aggregazione della domanda e maggiore sviluppo del territorio: come realizzare gli obiettivi delle agende digitali in un Paese ad alta percentuale di piccoli e piccolissimi comuni?

L’agenda digitale italiana, concepita come una strategia da attuare in sinergia tra i livelli europeo, nazionale e regionale, deve favorire, in tutti i luoghi possibili, la messa in comune delle risorse tecniche e organizzative. Vero è che, soprattutto all’interno dei sistemi regionali caratterizzati per lo più dalla frammentazione della domanda di innovazione rappresentata dai piccoli comuni, si manifesta la necessità di aggregare i servizi Ict a vantaggio di cittadini e imprese, mediante il ruolo svolto dalle società in house di settore. Continuare sulla via della razionalizzazione e della semplificazione è indispensabile, soprattutto per quegli enti di piccole dimensioni che altrimenti non riuscirebbero più a fornire servizi ai propri cittadini. Da questo punto di vista va letta anche la sempre più stretta collaborazione tra la Commissione Speciale Adi e Assinter.

La cooperazione istituzionale ed inter-regionale viene rafforzata ancora di più da un progetto come il Tripolo. Possiamo dire che i territori regionali, coerentemente con le linee guida di Agid, hanno la capacità qualificarsi come poli di sperimentazione e innovazione a carattere non solo regionale ma anche nazionale?

Sicuramente i territori regionali stanno svolgendo, e continuano a svolgere, un ruolo fondamentale, non solo nell’implementazione dell’Agenda Digitale ma anche come motore allo stimolo degli investimenti Ict, alla realizzazione delle reti e all’attuazione di processi di modernizzazione dell’amministrazione pubblica. Vi sono, poi, alcuni asset strategici di interesse nazionale sui quali le Regioni possono dire la loro, sia in termini di modelli di governance che in termini infrastrutturali. Penso, ad esempio, alla gran mole di dati che riguardano cittadini e imprese e al loro utilizzo tramite data center mediante una gestione necessariamente pubblica. In questo quadro, il progetto Tripolo tra le società Ict in house di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento rappresenta un ulteriore passo in avanti sulla via della condivisione di know how e delle reti infrastrutturali per favorire l’ammodernamento della Pubblica amministrazione e lo sviluppo del sistema Paese

Beneficiare di reti, risorse e di una strategia condivisi tra partner collocati in luoghi geografici diversi. Ritiene che tali sperimentazioni a livello regionale possano estendersi anche ad altri attori del sistema Paese?

Sono convinto che tutto ciò rappresenti solo l’inizio di un processo più profondo e necessario, all’insegna della condivisione e dell’interconnessione continua. Del resto è uno degli obiettivi della Commissione Speciale per l’Agenda Digitale diffondere l’innovazione digitale attraverso una logica il più possibile multilivello, favorendo soprattutto un rapporto dialogico tra centro e periferia. Il Tripolo può, quindi, rappresentare non solo un’opportunità concreta di sviluppo per i contesti regionali territorialmente già coinvolti ma può rappresentare anche un modello di riferimento nel contesto nazionale. Tanto più che questo progetto di cooperazione, in cui i territori regionali sono accompagnati dalle società Ict in house Informatica Trentina, Trentino Network, Insiel, Cup 2000 e Lepida SpA, prevede la possibilità di aggregare ulteriori realtà confinanti che desiderino partecipare alla condivisione delle strategie Ict in modo intelligente ed efficiente, a seconda dei bisogni.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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