INTEROPERABLE EUROPE ACT

PA, la svolta Ue: “Reti e dati interoperabili”. Per le aziende 19 miliardi di risparmi

La Commissione europea ha adottato la proposta di legge per rafforzare la cooperazione transfrontaliera e garantire flussi di informazioni affidabili. Spinta su riuso, open source e progetti GovTech pubblico-privati. Nascerà anche un Portale unico

21 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

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La Commissione europea ha adottato la proposta dell’Interoperable Europe act e la relativa comunicazione per rafforzare l’interoperabilità e la cooperazione transfrontaliere nel settore pubblico in tutta l’Ue.

La Commissione europea ha lanciato l’iniziativa Interoperable Europe esattamente un anno fa. Ora l’Act  – spiega Bruxelles – mira a sostenere la creazione di una rete di pubbliche amministrazioni digitali sovrane e interconnesse e accelererà la trasformazione digitale del settore pubblico europeo.

Aiuterà l’Ue e i suoi Stati membri a fornire servizi pubblici migliori ai cittadini e alle imprese e, in quanto tale, è un passo essenziale per raggiungere gli obiettivi digitali europei per il 2030 e sostenere flussi di dati affidabili. La Commissione stima anche che l’interoperabilità transfrontaliera può comportare risparmi tra 5,5 e 6,3 milioni di euro per i cittadini e tra 5,7 e 19,2 miliardi di euro per le imprese che si occupano di pubbliche amministrazioni.

Spinta su riuso, open source e GovTech

L’Interoperable Europe act introduce un quadro di cooperazione per le pubbliche amministrazioni in tutta l’Ue che aiuta a costruire uno scambio transfrontaliero sicuro di dati e a concordare soluzioni digitali condivise, come software open source, linee guida, framework e strumenti informatici. Consentirà inoltre loro di cooperare in modo più efficace, scambiare informazioni e ottimizzare la fornitura di servizi pubblici attraverso i confini e i settori. Stimola l’innovazione del settore pubblico e i progetti “GovTech” pubblico-privato.

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Questo Atto, continua la Commissione europea, mette insieme risorse preziose a sostegno degli enti pubblici in tutta l’Ue e apre la strada a un migliore riuso delle soluzioni esistenti (idealmente open source) a beneficio del pubblico. In tal modo, aiuta a rimuovere gli oneri amministrativi, compresi gli ostacoli legali, organizzativi, semantici e tecnici. Di conseguenza, ridurrà i costi e i tempi per le imprese e i cittadini, le imprese e per il settore pubblico stesso.

Un quadro di cooperazione tra le PA europee

Nel dettaglio, l’Interoperable Europe act introduce:

  • Una cooperazione strutturata dell’Ue in cui le amministrazioni pubbliche, sostenute da attori pubblici e privati, si uniscono nel quadro di progetti di proprietà comune degli Stati membri, nonché delle regioni e delle città.
  • Valutazioni obbligatorie per stimare l’impatto dei cambiamenti nei sistemi informatici sull’interoperabilità transfrontaliera nell’Ue.
  • La condivisione e il riutilizzo di soluzioni, spesso open source, alimentate da un “Portale europeo interoperabile” – un one-stop-shop per soluzioni e cooperazione comunitaria.
  • Innovazione e misure di supporto, comprese le sandbox normative per la sperimentazione politica, i progetti GovTech per sviluppare e scalare le soluzioni per il riutilizzo e il supporto alla formazione.

La governance e i finanziamenti

Il futuro quadro di cooperazione in materia di interoperabilità sarà guidato dall’Interoperable Europe board. Il comitato sarà composto da rappresentanti degli Stati membri dell’Ue, della Commissione, del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo. Tra gli altri, il Consiglio avrà il mandato di concordare risorse comuni riutilizzabili, misure di sostegno e innovazione e di aggiornare il quadro europeo di interoperabilità (Eif), presentato ufficialmente nel 2017 a Roma nell’ambito del Digital Day. L’Eif aggiornato aiuterà le pubbliche amministrazioni europee a coordinare gli sforzi di digitalizzazione seguendo un approccio comune nel rilascio dei servizi pubblici online.

Il programma per l’Europa digitale (Digital Europe programme) sarà il principale strumento di finanziamento per l’attuazione dell’Interoperable Europe act.

“I servizi pubblici digitali interoperabili sono essenziali per la costruzione del mercato unico digitale. Oltre ai benefici economici e ai guadagni di efficienza, i casi di studio mostrano che l’interoperabilità influisce positivamente sui valori pubblici, come il miglioramento della fiducia dei cittadini nei loro governi”, commenta la Commissione europea nella nota per i media.

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