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INNOVAZIONE

PA “senza confini”, Spid italiano diventa identità digitale europea

L’Italia secondo Paese (dopo la Germania) ad avviare il percorso che permetterà il pin unico di essere utilizzato per accedere ai servizi degli altri Stati membri grazie all’attuazione del regolamento eIdas. Ansip: “Esempio da seguire”. Ecco i vantaggi per cittadini e aziende

11 Dic 2017

Federica Meta

Giornalista

Lo Spid pronto per il debutto europeo. Prende il via il percorso attuativo del regolamento comunitario eIdas che consentirà di utilizzare il  Sistema Pubblico di Identità Digitale per accedere ai servizi digitali degli Stati membri.

Durante l’ottavo Cooperation Network Meeting Agid presenta ai rappresentanti degli stati membri il progetto Spid, avviando ufficialmente il processo di “peer reviewing” che precede l’ufficializzazione della notifica italiana.

Al termine del percorso di confronto tecnico con gli altri Stati, la Commissione Ue pubblicherà lo schema nella Gazzetta Ufficiale Europea in modo da consentire – entro i successivi 12 mesi – l’adeguamento dei sistemi di tutti gli Stati dell’Unione che permetteranno l’accesso tramite Spid ai propri servizi digitali.

Il Regolamento europeo eIdas (electronic IDentification Authentication and Signature, Regolamento Ue n° 910/2014), definisce regole comuni che garantiscono la piena interoperabilità a livello comunitario degli strumenti per l’identificazione web dei cittadini, per quelli di firma elettronica qualificata e per altri servizi fiduciari qualificati (come ad esempio sigilli elettronici, validazione temporale, servizio elettronico di recapito).

eIdas, definendo una base normativa comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini e pubbliche amministrazioni, ha l’obiettivo di rafforzare la fiducia nelle transazioni online dell’Unione Europea, dando vita al percorso che porterà i servizi digitali europei ad una completa interoperabilità, dunque ad un’Europa digitalmente integrata.

Rispetto ai sistemi di identificazione digitale, il regolamento prevede che ciascuno Stato membro possa notificare il proprio sistema nazionale di identificazione, fornito a cittadini e imprese, ai fini del reciproco riconoscimento.

La piena attuazione del regolamento eIdas, per i cittadini italiani sarà possibile accedere ai servizi online di tutti gli altri paesi europei (ad es servizi universitari, comunali etc) utilizzando le proprie credenziali Spid, allo stesso modo i cittadini europei in possesso di identità digitali nazionali riconosciute in ambito eIdas potranno accedere ai servizi offerti delle pubbliche amministrazioni italiane.

La reciproca accettazione da parte degli Stati membri nella fruizione dei servizi fiduciari qualificati, incentiverà inoltre le imprese ad estendere le proprie attività oltre le frontiere. Un’impresa italiana, ad esempio, potrà partecipare digitalmente ad un appalto pubblico indetto dall’amministrazione di un altro Stato sapendo di poter contare sulla validità delle proprie credenziali per la fruizione di servizi transfrontalieri.

“Una grande notizia, commenta Andrus Ansip, commissario al Digital Single Market sottolineando il fatto che “è molto significativo che Spid è guidato dal settore privato”.

“Pubblico e privato hanno un ruolo importante da svolgere nella costruzione di un ambiente sicuro a livello europeo per l’identità elettronica, soprattutto sul fronte interoperabilità – spiega Ansip – La pre-notifica dell’Italia mette in atto l’impegno assunto nella dichiarazione sull’e-government firmata a Tallinn. In quell’occasione i ministri Ue con delega all’e-gov hanno deciso insieme di aumentare l’adozione dei sistemi nazionali di identificazione elettronica e di consentire anche al settore privato di farne uso”.

“L’Italia è un esempio da seguire”, conclude Ansip.

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