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IL BANDO

Paola Pisano battezza il nuovo corso di Agid: via alla selezione del direttore

Sul sito del governo l’avviso pubblico per nominare il successore di Teresa Alvaro: candidature fino alle ore 12,00 di martedì 12 novembre 2019

28 Ott 2019

F. Me.

Parte la caccia al nuovo direttore generale di Agid. Sul sito del governo la comunicazione: è indetta la procedura di selezione, ad evidenza pubblica, per l’individuazione e la nomina di quello che sarà il successore di Teresa Alvaro.

“Le candidature potranno essere presentate mediante Pec all’indirizzo ministroinnovazione@pec.governo.it fino alle ore 12,00 di martedì 12 novembre 2019”, si legge sul sito.

Nelle scorse settimane la ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, aveva annunciato l’intenzione di imprimere un nuvo corso all’Agenzia per l’Italia digitale e dunque di nominare un nuovo direttore.

“Il collegamento innovazione-digitalizzazione all’interno dei ministeri bisogna coordinarlo e creare una politica di visione congiunta – ha precisato in audizione in commissione Trasporti e Tlc della Camera – Ci sarà molta collaborazione anche con i soggetti privati: non solo aziende, ma anche fondi e venture capital che serviranno proprio per sostenere l’innovazione. E poi pensiamo di creare un think-tank di esperti di innovazione che, dal punto di vista teorico, ci aiuteranno a risolvere dei problemi, e poi noi dovremmo applicare la soluzione teorica in modo pratico”.

La governance dell’innovazione

“La nuova governance che riguarda la digitalizzazione e l’innovazione rende ordinario quello che prima era straordinario – ha sottolineato la ministra – Si è creato un ministro e il commissario straordinario per la Digitalizzazione è entrato a far parte di un Dipartimento insieme al Team di trasformazione digitale; si è creata una nuova società, che si chiama PagoPa spa e, sempre per la governance, creeremo varie task force che per noi saranno utili per il coordinamento di alcune tematiche, sia in campo di trasformazione digitale che di innovazione. Una prima task force sarà creata e rappresentata dai rappresentanti dei ministeri e delle Pubbliche amministrazioni locali”.

Un “neo” però c’è ed è quello delle risorse che rischiano di non essere sufficienti per realizzare il piano del governo. “Nel ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione – ha evidenziato la ministra – oggi siamo 40 persone, con un alto livello di competenze. Ma 40 persone non sono sufficienti per la trasformazione su digitale e innovazione che ci attende. L’obiettivo è quello di creare una squadra con più soggetti al suo interno, ma è anche quello di fare rete e mettere in relazione tutti quei soggetti pubblici e privati che possono aiutarci a creare e diffondere innovazione e digitalizzazione”.

In questa strategia rientra il rinnovo del direttore di Agid e una riorganizzazione di funzioni e competenze.

Il ruolo della PA digitale

Per Pisano la PA può essere un driver cruciale dell’Italia digitale. “La visione del ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione è che esiste un Paese unico, ed un’unica PA – ha spiegato – Speriamo che la pubblica amministrazione si attivi e inizi a remare tutta verso la digitalizzazione e l’innovazione nei confronti di un Paese unico: noi spesso parliamo di un ‘Comune unico’ per i servizi che dobbiamo erogare dal punto di vista digitale. Il cittadino per noi è il nostro primo ‘user’, il nostro cliente, e noi dobbiamo in qualche modo capire e strutturare tutta la nostra innovazione per un unico scopo: il benessere di cittadino e società”. Tutto questo deve essere fatto tenendo in considerazione le diversità e l’inclusione: “sembra una banalità, ma è la parte più difficile del nostro lavoro. Cioè, non lasciare nessuno indietro e riuscire a includere in questa trasformazione digitale tutti i cittadini”.

In questo quadro c’è l’impegno ad aumentare non solo il numero di servizi digitali ma soprattutto la loro diffusione. “Maggiore è il numero di utenti che utilizzano il nostro servizio digitale, e più noi aumentiamo l’impatto all’interno del nostro territorio – ha evidenziato – Oltre ai cittadini, anche l’utilizzo da parte delle imprese è un nostro target. Un secondo obiettivo è l’aumento della produttività e dei posti di lavoro: questo riguarda sì la digitalizzazione, ma soprattutto l’innovazione. Noi siamo chiamati a creare un ecosistema culturale, regolamentare ed economico che riesca a far crescere l’innovazione all’interno del nostro territorio, svilupparla e attrarla, ma attrarre e creare anche competenze”.

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