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Pari opportunità nella PA. La chiave è il telelavoro

Al convegno romano “Donne e PA”; focus sull’uso delle nuove tecnologie per favorire il lavoro a distanza. Cocco (futuro@lfemminile): “Dall’innovazione nuovo impulso alla crescita professionale”

15 Dic 2010

Può la tecnologia favorire l’ingresso delle donne ai vertici
della Pubblica amministrazione? A rispondere alla domanda ci ha
provato il convegno romano di oggi “Donne e PA. Il management
femminile come risorsa nel settore pubblico e privato”,
organizzato dall’Osservatorio donne nella PA (promosso da Forum
PA e futuro@lfemminile di Microsoft) e l’Agdp (Associazione
giovani dirigenti pubblici, con il patrocinio del Dipartimento Pari
Opportunità.

Il convegno, nel quale si è discusso di quali strategie – anche
innovative – adottare per garantire pari opportunità nel settore
pubblico, è stata l’occasione per presentare i 10 progetti
segnalati dall’iniziativa “Call Donne PA 2010”. Dei dieci
progetti ben sei vertono sull’utilizzo delle tecnologie per
l’attuazione di forme di lavoro a distanza.

Tra questi spicca quello che ha ricevuto la mozione speciale di
futuro@lfemminile, avviato dall’Azienda provinciale per i servizi
sanitari delle Provincia autonoma di Trento (Apss), “PerLa –
Personalizzazione degli orari di lavoro e telelavoro”. Nello
specifico l’iniziativa ha ottenuto il riconoscimento per “il
connubio vincente tra approccio strategico e azione positiva di
pari opportunità, che grazie all’adozione di una tecnologia
innovativa, permette di attuare un concreto cambiamento
all’interno dell’amministrazione”.

Il telelavoro è anche il fulcro degli altri cinque progetti
presentati oggi e avviati, in via sperimentale, dalla giunta
regionale campana, dall’Università degli studi di Cagliari, da
quella dell’Insubria (sede di Varese) e dall’ateneo Roma
Tre.

Per Roberta Cocco, responsabile di futuro@lfemminile
“L’innovazione tecnologica, unita ai benefici che derivano in
termini di flessibilità e conciliazione, assume un ruolo cruciale
per favorire l’adozione di nuove politiche che diano impulso alla
crescita professionale delle donne nella PA”.

“In quest’ottica – conclude la Cocco – è fondamentale
valorizzare le azioni positive intraprese dalle amministrazioni su
tutto il territorio. Ci auguriamo che i progetti raccolti
nell’ambito del terzo censimento delle ‘buone prassi al
femminile’ possano ispirare molti altri enti nella promozione
delle pari opportunità, anche tramite l’utilizzo di strumenti
tecnologici avanzati”.

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