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Processo civile telematico, quel monopolio che fa male all’innovazione

L’Antitrust ha aperto un’inchiesta su Net Service accusata di condotta anticoncorrenziale e abuso di posizione dominante nella fornitura di software per la gestione del Pct. L’avvicato Michele Gorga spiega gi effetti che questa decisione potrebbe avere sulla giustizia digitale

23 Mag 2016

Michele Gorga, avvocato

L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto, in questi giorni, un’inchiesta sulla Net Service S.p.A., società che nel solo 2013 ha realizzato un fatturato pari a 4.455.369, accusata di condotta anticoncorrenziale e abuso di posizione dominante nella fornitura di software per la gestione del PCT.

In sede di prime indagine della Guardia di Finanze è emerso che Net Service è aggiudicataria di tutte le gare indette sin dal 2001 a partire dalla reingegnerizzazione del sistema informatizzato presso le sedi pilota, per la realizzazione del processo telematico e per i servizi di manutenzione dei sistemi dell’area civile del Ministero della Giustizia.

Nel corso delle indagini è stato accertato che da un lato la gestione dell’infrastruttura telematica è condotta in esclusiva da parte di Net Service, dall’altro lato che i produttori di software applicativi, che avrebbero dovuto operare in condizioni di concorrenzialità sul mercato a valle, per i servizi da offrire ai professionisti del settore giustizia non hanno avuto tale possibilità.

In effetti, l’esclusiva di cui Net Service gode, e di cui ha goduto negli anni, grazie all’aggiudicazione delle procedure di gara e affidamenti, i cui bandi e relative somme non sono conosciute da ANAC, che dovrebbe meno presenziare ai Convegni e in TV e fare più accertamenti preventivi, per non ridursi a foglia di fico a cose già scoperte, lasciano attoniti per l’approssimazione gestionale dell’infrastruttura del PCT e per l’entità del denaro pubblica speso.

Vengono contestate dal Garante una serie di condotte poste in essere da Net Service che avrebbe ostacolato la concorrenza nel mercato dei software applicativi. In sintesi Net Service avrebbe posto in essere condotte ostruzionistiche informando, in modo incompleto e intempestivo sulle nuove specifiche tecniche occorrenti al fine di assicurare l’interoperabilità dei software dei produttori concorrenti con l’infrastruttura informatica del PCT. Nello specifico avrebbe messo a disposizione dei concorrenti un model office (ambiente telematico di test delle specifiche tecniche) diverso da quello utilizzato per i suoi software; una versione incompleta delle specifiche tecniche sicché gli operatori concorrenti non sono stati in grado di elaborare correttamente la programmazione della propria versione aggiornata e funzionante del software, se non dopo l’implementazione e il lancio, da parte di Net Service, della nuova funzionalità e dei suoi nuovi prodotti a valle del mercato.

Queste condotte avrebbero indotto i clienti finali a guardare a Net Service come unico, o perlomeno privilegiato, fornitore sul mercato ed è stato evidenziato che nell’imminenza del passaggio all’obbligatorietà del PCT (giugno 2014), per il deposito di atti nell’ambito del processo civile di primo grado, l’Unione Lombarda dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati ha inviato a tutti gli avvocati lombardi una brochure informativa inerente le funzionalità del PCT nella quale, di fatto, si presentava la Consolle Avvocato di Net Service come se fosse stata l’unica soluzione disponibile per l’accesso alle funzionalità del PCT. Ancora da un accesso effettuato in data 6 aprile 2016, alla sezione del sito Internet dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza dedicata alla documentazione occorrente per il PCT, tra i documenti indicati vi è la “guida operativa minimale ai depositi telematici con console net service”. Documento nel quale si illustra agli avvocati iscritti all’Ordine di Vicenza le procedure da seguire per il deposito di atti telematici mediante l’utilizzo della Console Avvocato di Net Service tanto che appare sottinteso che il software commercializzato da Net Service sia l’unico disponibile sul mercato.

Dalla documentazione acquisita in fase di preistruttoria dal Garante risultano anche gravi episodi a conferma di una difformità tra le specifiche tecniche comunicate al mercato da Net Service e quelle effettivamente in uso al PCT. Ad esempio, in seguito a tentativi risalenti al 2015, di depositare atti telematici nell’ambito del PCT compiuti da un avvocato che utilizzava un software diverso da quello di Net Service, i sistemi del PCT hanno restituito dei messaggi di errore ancorché il documento caricato fosse del tutto conforme alle specifiche tecniche ufficialmente in vigore in quel momento. Viceversa, lo stesso deposito effettuato sul model office, ossia all’interno dell’ambiente informatico di test fornito da Net Service, non restituiva un messaggio di errore.

Da ciò, a parte i profili di competenza dell’Autorità Garante, che ha attivato il procedimento a tutela della libera concorrenza del mercato, e a quello che dovrebbe aprire l’ANAC, per dare un segno di esistenza in vita, e facile pronosticare, all’esito della conclusione delle istruttoria del garante, che non sono da escludere causa di risarcimento dei danni ex art. 2043 c.c. per gli ingiusti danni procurati agli avvocati che non hanno potuto effettuare i depositi o si sono visti destinatari di messaggi di errore.

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