La ricetta digitale supera l'80%, Campania e Veneto in pole - CorCom

LO STUDIO

La ricetta digitale supera l’80%, Campania e Veneto in pole

Nelle due Regioni il paperless ha raggiunto il traguardo del 90% di prescrizioni mediche online. Da segnalare il balzo in avanti di Calabria (60%) e Provincia di Bolzano (37%), a settembre in coda alla classifica, rispettivamente con il 40% e il 12,6%. I numeri di Promofarma

20 Gen 2017

F.Me

Ricetta sempre più digitale. Su quasi 48 milioni di prescrizioni del Ssn in un mese, quelle che fanno a meno della carta superano ormai l’80%. E salgono a quattro le Regioni dove il paperless ha superato il traguardo del 90%, fissato a suo tempo dall’Agenda per l’Italia digitale come obiettivo ultimo della dematerializzazione. Questa la fotografia scattata dall’ultima rilevazione di Promofarma, la società di servizi informatici di Federfarma, sulla digitalizzazione delle prescrizioni Ssn.

A novembre, dicono i dati, sono stati prodotti 38,7 milioni di ricette paperless, ossia l’80,88% del totale. Fanno meglio della media nazionale undici regioni, e quattro riescono a toccare o valicare la soglia del 90%: la Campania (che aveva superato questa linea a settembre) con il 91,33%, il Veneto con il 90,51%, e – a pari merito – Molise e Provincia autonoma di Trento con il 90%.

Da segnalare anche il balzo in avanti compiuto dalle due regioni che occupano stabilmente il fondo della classifica, per aver avviato la dematerializzazione soltanto da pochi mesi: la Calabria, che a settembre arrivava a poco più del 40%, sfiora due mesi dopo il 60%; la Provincia autonoma di Bolzano conta ora il 37,58% di ricette digitali, quando a settembre era ferma al 12,6%.

Ma progressioni di una certa entità le mettono a segno anche altre regioni, specialmente tra quelle che occupano la seconda metà della graduatoria: in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia la dematerializzazione cresce di quasi quattro punti percentuali, in
Toscana e in Sardegna di tre.
Altrove invece i progressi sono minimi: nelle Marche e in Val d’Aosta qualche decimo di punto, in Sicilia o nel Lazio poco più di uno. L’Emilia Romagna riesce addirittura ad arretrare, dal 79% di settembre al 78,85 di novembre. Perché la carta non si lascia mettere da parte facilmente.