Riforma PA, Arienti: “Centrale un focus su big data e open data”

La riforma della PA annunciata dal premier punta ad attaccare le inefficienze della burocrazia giocando sull’innovazione tecnologica. In parallelo alla consultazione pubblica il Corriere delle Comunicazioni ha dato voce ai manager delle aziende e ai protagonisti dell’Ict per raccogliere considerazioni, pareri, suggerimenti. Ecco la ricetta dell’Ad di Sap Italia

27 Mag 2014

Luisa Arienti, Ad Sap Italia

La Pubblica amministrazione del nostro Paese ha rappresentato nel corso degli ultimi anni un serio freno alla competitività dell’intero sistema. Senza una PA che si sappia porre come esempio di innovazione, il paese non farà mai il salto di qualità di cui ha bisogno per tornare a crescere. Per cambiare lo stato delle cose serve un profondo processo di modernizzazione che deve necessariamente basarsi su capitale umano, organizzazione e tecnologia. Le tre linee guida proposte recentemente dal Governo indirizzano questi temi. Positivo anche il fatto che la digitalizzazione sia stata inserita tra le priorità della riforma. Come Sap vi sono alcune aree dove vorremmo che l’iniziativa del Governo si concentrasse.

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Prima di tutto l’adozione di più avanzate soluzioni e tecnologie Ict, per favorire una maggiore trasparenza, e semplificazione dei processi. Un primo esempio è dato dalle soluzioni per big data e open data, che da un lato supportano fenomeni di spending review o verifiche della qualità dei servizi erogati, dall’altro permettono un facile accesso alle informazioni sull’organizzazione, gli andamenti gestionali, l’utilizzo delle risorse e dei risultati, consentendo facili forme di controllo interno e da parte del cittadino. Un secondo esempio è rappresentato dal cloud computing, i cui vantaggi sono ormai ben noti: razionalizzazione dei processi, adozione di modelli standardizzati omogenei, condivisione e riuso di best practices tra amministrazioni diverse. Mi auguro che questi paradigmi innovativi possano generare un percorso costruttivo, trasformando l’attuale stallo in un’opportunità per costruire una pubblica amministrazione trasparente e partecipata dai cittadini nell’ottica di una sempre maggiore creazione di valore pubblico.