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Riforma PA, Fregi: “Dare gambe alle priorità di Caio”

La riforma della PA annunciata dal premier punta ad attaccare le inefficienze della burocrazia giocando sull’innovazione tecnologica. In parallelo alla consultazione pubblica il Corriere delle Comunicazioni ha dato voce ai manager delle aziende e ai protagonisti dell’Ict per raccogliere considerazioni, pareri, suggerimenti. Ecco la ricetta dell’Ad e country manager di CA Technologies Italia

04 Giu 2014

Fabio Fregi, Ad e country manager CA Technologies Italia

l presidente del Consiglio, che sta contraddistinguendo la sua azione di governo attraverso una energia ed una voglia di innovare discontinua rispetto al passato, consegno due consigli. Il primo è mettere l’Agenda digitale tra le priorità del suo governo e del suo mandato, personalmente: l’innovazione digitale è trasversale a tutti i dicasteri, con declinazioni diverse: Pubblica amministrazione, Sanità, Giustizia, Trasporti, Istruzione (solo per menzionarne alcuni), devono beneficiare dei vantaggi della digitalizzazione per ammodernare e riformare il paese ed i servizi che lo stato offre a cittadini ed imprese. Abbiamo visto in passato i diversi responsabili di Dicastero faticare a trovare una convergenza senza mai riuscirci con efficacia. L’esperienza di altre nazioni, come ad esempio l’Inghilterra, ha dimostrato che l’Agenda digitale risulta essere veramente trasversale ed avere impatto sul paese quando il Primo Ministro la gestisce personalmente, per garantirne la governance e la consistenza attraverso le varie priorità ministeriali.

Il secondo è di procedere in continuità con le tre priorità per l’Agenda digitale indicate da Agid e Caio, uno sforzo importante volto a razionalizzare le iniziative per garantirne l’efficacia. Tra queste, ci sentiamo di sollevare con particolare rilevanza l’invito a realizzare il Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid), abilitatore di servizi elettronici per i cittadini e le imprese. Ad esempio, abilitatore del commercio elettronico che è cresciuto in Italia del 22% durante il 2013 sebbene lo stesso anno abbia purtroppo registrato una recessione per l’Italia. Il commercio elettronico è una grande risorsa di crescita per il paese e lo Spid darebbe ulteriore confidenza ai consumatori che secondo le statistiche 2013 si informano online nell’89% dei casi su prodotti e marchi ma acquistano online solo nel 34% dei casi frenati dalla diffidenza nei confronti delle transazioni online e le frodi associate.

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