Spid europeo, la Ue accelera. Vestager: "Opportunità unica per i cittadini" - CorCom

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Spid europeo, la Ue accelera. Vestager: “Opportunità unica per i cittadini”

Accesso alle prestazioni pubbliche e pagamenti online transfrontalieri tra i servizi che saranno disponibili con il nuovo digital wallet. Forte il controllo sui dati personali. Entro settembre 2022 gli Stati membri dovranno predisporre un pacchetto di strumenti comuni

03 Giu 2021

Federica Meta

Giornalista

In arrivo lo Spid europeo. La Commissione Ue ha proposto un quadro relativo a un’identità digitale europea che sarà disponibile per tutti i cittadini, i residenti e le imprese dell’Unione.

I cittadini potranno dimostrare la propria identità e condividere documenti elettronici dai loro portafogli europei di identità digitale semplicemente premendo un tasto sul telefono. Potranno accedere ai servizi online con la loro identificazione digitale nazionale, che sarà riconosciuta in tutta Europa. Le piattaforme saranno tenute ad accettare l’utilizzo dei portafogli europei di identità digitale su richiesta dell’utente, ad esempio per dimostrarne l’età. L’utilizzo del portafoglio europeo di identità digitale sarà sempre a discrezione dell’utente.

“Con l’identità digitale europea potremo fare in qualsiasi Stato membro quello che facciamo nel nostro paese senza costi aggiuntivi e con minori ostacoli, ad esempio affittare un appartamento o aprire un conto bancario all’estero, e tutto questo in modo sicuro e trasparente- spiega la commissaria al Digitale Margrethe Vestager – Così saremo noi a decidere quante informazioni desideriamo condividere su noi stessi, con chi e per quale finalità. Si tratta di un’opportunità unica che ci permetterà di sperimentare ancora di più che cosa significhi vivere in Europa ed essere europei”.

“Che si tratti di rapportarsi con le amministrazioni nazionali, ad esempio per presentare una dichiarazione dei redditi, o di iscriversi a un’università europea che richiede un’identificazione ufficiale, i cittadini dell’Ue non si aspettano solo un livello elevato di sicurezza, ma anche la comodità – fa eco il commissario al Mercato Interno, Thierry Breton – I portafogli europei di identità digitale offrono loro una nuova possibilità per conservare e utilizzare i dati per ogni tipo di servizio, dal check-in in aeroporto al noleggio di un’automobile. Si tratta di offrire una scelta ai consumatori, una scelta europea. Anche le imprese europee, grandi e piccole, trarranno vantaggio da questa identità digitale. Potranno infatti mettere a disposizione un’ampia gamma di nuovi servizi dato che la proposta offre una soluzione per servizi di identificazione sicuri e affidabili”.

“Oggi ci proponiamo di offrire agli europei una nuova identità digitale. Garantirà fiducia e proteggerà gli utenti online – scrive su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen – Con essa, si potrà dimostrare la propria identità e condividere documenti elettronici dal proprio portafoglio di identità digitale europea con un clic sul telefono”.

Il quadro europeo sull’identità digitale

In virtù del nuovo regolamento, gli Stati membri offriranno ai cittadini e alle imprese portafogli digitali in grado di collegare le loro identità digitali nazionali con la prova di altri attributi personali (ad esempio patente di guida, diplomi, conto bancario). Purché siano riconosciuti da uno Stato membro, tali portafogli potranno essere forniti da autorità pubbliche o da soggetti privati.

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I nuovi portafogli europei di identità digitale consentiranno a tutti gli europei di accedere ai servizi online senza dover utilizzare metodi di identificazione privati o condividere inutilmente dati personali. Con questa soluzione avranno il pieno controllo dei dati che condividono.

L’identità digitale europea sarà disponibile per chiunque voglia utilizzarla: tutti i cittadini, i residenti e le imprese dell’UE che desiderino avvalersi dell’identità digitale europea potranno farlo;

Inoltre potrà essere utilizzata ampiamente quale mezzo di identificazione degli utenti o per provare determinati attributi personali, allo scopo di accedere a servizi digitali sia pubblici che privati in tutta l’Unione.

Lo Spid europeo consentirà infine il controllo dei propri dati: i portafogli europei di identità digitale consentiranno alle persone di scegliere quali aspetti relativi all’identità, ai dati e ai certificati condividere con terzi e di tenere traccia di tale condivisione. Il controllo degli utenti garantisce che siano condivise solo le informazioni che è necessario condividere.

Affinché diventi una realtà il prima possibile, la proposta è accompagnata da una raccomandazione. La Commissione invita gli Stati membri a predisporre un pacchetto di strumenti comuni entro settembre 2022 e ad avviare immediatamente i necessari lavori preparatori. Tale pacchetto di strumenti dovrebbe includere l’architettura tecnica, le norme e gli orientamenti sulle migliori pratiche.

Prossime tappe

Parallelamente al processo legislativo, la Commissione lavorerà con gli Stati membri e il settore privato agli aspetti tecnici dell’identità digitale europea. Attraverso il programma Europa digitale la Commissione sosterrà l’attuazione del quadro europeo relativo a un’identità digitale e molti Stati membri hanno previsto progetti per l’attuazione di soluzioni di e-government, compresa l’identità digitale europea, nei rispettivi piani nazionali nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

Contesto

Il Digital Compass 2030 della Commissione fissa una serie di obiettivi e tappe che l’identità digitale europea contribuirà a conseguire. Ad esempio, entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini avranno accesso alla propria cartella clinica elettronica e l’80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l’identificazione digitale (eID).

Per questa iniziativa la Commissione si basa sul vigente quadro giuridico transfrontaliero per le identità digitali affidabili, l’iniziativa europea in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari (il regolamento eIDAS). Adottato nel 2014, fornisce la base per l’identificazione elettronica transfrontaliera, l’autenticazione e la certificazione dei siti web all’interno dell’UE. Del sistema attuale può già beneficiare circa il 60% degli europei.

Non essendovi però alcun obbligo per gli Stati membri di mettere a punto un’identificazione digitale nazionale e di renderla interoperabile con quelle degli altri Stati membri, si creano notevoli discrepanze tra i paesi. La proposta presentata oggi punta a superare proprio questa criticità.

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