E-PAYMENT

Svolta pagamenti, la PA al rush finale

Il 13 dicembre 2015 lo switch off dei servizi. La piattaforma PagoPA fa le prove generali, ma le amministrazioni viaggiano solo al nord. Iniziative Agid per colmare il gap

Pubblicato il 11 Set 2015

Federica Meta

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La pubblica amministrazione è un driver eccezionale per diffondere i pagamenti digitali. Basti pensare che il 48% dei versamenti che gli italiani effettuano va verso la PA. Ecco perché l’Agenzia per l’Italia digitale ha messo in campo azioni ad hoc per sostenere la digitalizzazione del sistemi die pagamenti. Fulcro della strategia è PagoPA, la piattaforma dedicata con la quale si fanno le “prove generali” in vista della scadenza del 31 dicembre 2015 quando tutte le amministrazioni, nella veste di enti creditori, dovranno accettare pagamenti elettronici.

“PagoPA” nasce per dare la possibilità a cittadini e imprese di effettuare qualsiasi pagamento verso le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi di pubblica utilità in modalità elettronica – spiegano da Agid – Il sistema permette a cittadini e imprese di: scegliere liberamente il prestatore di servizi di pagamento; scegliere tra più strumenti di pagamento; scegliere il canale tecnologico di pagamento preferito per effettuare l’operazione; conoscere preventivamente i costi massimi dell’operazione da effettuare e contemporaneamente avere garanzia della correttezza dell’importo da pagare; ottenere immediatamente una ricevuta con valore liberatorio”.

Ma quale è lo stato dell’arte della piattaforma? Stando ai numeri di Agid, ad oggi hanno aderito 284 enti pubblici e 30 Payment service provider (Psp), tramite i quali si possono effettuare i pagamenti. Sul fronte transazioni, invece, quella eseguite attraverso il nodo pagamento, nei primi sei mesi del 2015, ammontano a 34mila.

Niente ostacoli dunque? Non proprio. C’è da evidenziare che dei 284 enti che hanno aderito al sistema 268 sono ancora in fase di sperimentazione mentre quelli attivi sono perlopiù concentrati al Nord, principalmente in Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Marche. Al Sud, fatta eccezione per la Basilicata, nessuna Regione e o ente territoriale ha aderito al nodo.

Il divario Nord-Sud ha portato l’Agenzia per l’Italia digitale a mettere in campo campagne di comunicazione per spingere le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento ad aderire al nuovo sistema: l’Agenzia fornisce chiarimenti sulle funzionalità e comunica ogni progresso dell’infrastruttura. Inoltre insieme al Cisis , Agid sta portando avanti le attività con le Regioni, le quali si propongono come soggetti aggregatori delle amministrazioni locali del territorio.

Ma se le PA arrancano, i Psp sono avanti: hanno infatti aderito al sistema di Agid aderito 19 banche, 5 istituti di pagamento, Poste Italiane e due circuiti (MyBank, Cbi).

Il motivo per cui le nanche hanno aderito così entusiasticamente all’iniziativa lo spiega Domenico Gammaldi, direttore superiore del Servizio Supervisione sui mercati e sul sistema dei pagamenti di Banca d’Italia.

“Nel sistema dei pagamenti è rilevante il ruolo della PA per i pagamenti connessi a imposte e servizi offerti – spiega Gammaldi – con l’avvio del nodo può fortemente ampliarsi il ricorso a pagamenti elettronici; poiché le banche hanno investito negli anni scorsi per le infrastrutture e le procedure di supporto a questi pagamenti, grazie anche alla Sepa, un ampliarsi dei pagamenti elettronici faciliterebbe un ritorno degli investimenti fatti e una riduzione dei costi legati alla gestione del contante”.

Tra i servizi che si possono pagare per via telematica spiccano, tra gli altri, il bollo auto, i ticket sanitari, la mensa scolastica oppure i nidi di infanzia, gli oneri del processo civile telematico.

L’Agenzia guidata da Samaritani si sta concentrando per rendere uniformi e di sistema alcuni servizi e funzioni tra cui l’avvisatura elettronica via mobile, accentramento della scelta del Paymemt Service provider e la creazione di un sistema centralizzato per la connessione degli enti creditori.

Il sistema PagoPA sarà integrato con Italia Login (piattaforma Italia.it) tramite un sistema “end to end” di pagamento e anche notifica scadenze via mail o App.

I valori in gioco del progetto sono resto notevoli. L’ultima stima utile, riferita dall’Agenzia, riguarda il valore 2013 delle entrate Siope per i pagamenti di cittadini e imprese alla PA: 57 miliardi di euro. Comuni, Regioni e Province ne generano l’87%.

Per i Comuni, l’imposta sugli immobili e la tassa sui rifiuti valgono 18,3 miliardi di euro: oltre il 50% del totale delle entrate.

Per le Province, l’imposta di trascrizione vale da sola circa il 65% del totale delle entrate (1,3 miliardi di euro). Sanzioni, tassa ambientale, diritti e altre tasse varie valgono circa il 24% del totale delle entrate.

Per le Regioni, le tasse automobilistiche valgono da sole oltre il 50% del totale delle entrate: 5,7 miliardi di euro (sempre nel 2013). Al secondo posto, l’imposta di bollo e di registro (7% delle entrate).

Nella partita della digitalizzazione dei servizi di pagamento entra in campo anche Poste Italiane che, grazie alla capillarità dei suoi sportelli, può fare da traino – anche culturale – pre contribuire a diffondere l’e-payment.

La società guidata da Francesco Caio ha formato un accordo con MasterCard per dare vita ad una partnership volta allo sviluppo di nuove soluzioni nel campo delle transazioni e i pagamenti online.

Il documento, spiegano da Poste Italiane, “rientra nel piano di sviluppo dei servizi digitali che Poste ha avviato con l’obiettivo di offrire ai clienti servizi trasparenti e sicuri che coniugano l’utilizzo delle tecnologie più avanzate con un utilizzo facile e accessibile a tutti”.

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