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Ue, nel 2015 un unico sistema di sanità elettronica

Bruxelles punta a facilitare l’accesso e la condivisione dei dati sanitari

16 Mar 2010

Spingere sull’utilizzo dell’Ict nel comparto sanitario per
facilitare l’accesso alle cure, l’inclusione sociale e per
abbattere la spesa pubblica. È la ricetta esposta dal
neo-commissario Ue all’Agenda digitale, Neelie Kroes, in
occasione della conferenza “A new era in eHealth”, in corso a
Barcellona. L'obiettivo di "cotanto" impegno? Creare
un unico sistema sanitario digitale entro il 2015 dove si potrà
consultare la storia clinica di ogni paziente.

“Nel 2050, il 40% degli europei avrà più di 65 anni – ha
ricordato la Kroes -. Questo dato, che non è nuovo, è di certo
significativo perché sempre meno i lavoratori attivi in grado di
pagare la ‘bolletta sanitaria’. In questa prospettiva diventa
sempre più urgente implementare i sistemi di sanità elettronica e
gli strumenti di telemedicina”. La Kroes ha ricordato che, dal
2004 ad oggi, l’Unione europea ha sponsorizzato 450 progetti per
più di un miliardo di euro di finanziamenti.

“Non va poi dimenticato che l’e-Health è anche un favoloso
strumento anti-ciclico – ha concluso -. In altre parole un
efficace e driver per uscire dalla crisi economica che sta
interessando non solo l’Europa, ma tutto il mondo”.

La conferenza spagnola, a cui hanno partecipano i ministri della
Salute, è stata l’occasione per fare il punto su quanto vengano,
ad oggi, utilizzati gli strumenti di sanità elettronica sda parte
degli addetti ai lavori. Sebbene in Europa la maggior parte dei
medici utilizzi il Pc per conservare e scambiare informazioni sui
pazienti,- fanno sapere da Barcellona – sono pochi quelli che
ricorrono ad altre applicazioni informatiche come, ad esempio, le
ricette elettroniche e il telemonitoraggio, che consente di
esaminare il paziente a distanza senza che quest'ultimo debba
recarsi in studio. Anche lo scambio internazionale di dati sui
pazienti è un fenomeno poco diffuso e potrebbe diventare un
problema nell'era della mobilita. Di qui l’appello della
Kroes. “Per rilanciare il settore serve fissare la più presto
delle regole comuni con la collaborazione di tutti i player,
governo, medici, pazienti o produttori”.