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Vita più facile per i disabili: sui cellulari le location “accessibili”

Si chiama Act! l’applicazione sviluppata da Ibm per i portatori di handicap residenti a Nettuno: sul telefonino tutte le strutture senza barriere architettoniche e le mappe per localizzarle e raggiungerle

04 Mar 2010

Facilitare le attività quotidiana per i portatori di handicap? Da
oggi a Nettuno ci pensa Ibm. Basta scaricare l’applicazione Act!
(Accessibility City Tag database) sul proprio smartphone e
personalizzarla in base alla propria disabilità. Così ogni utente
che arriva a Nettuno viene localizzato tramite Gps e scopre quali
strutture (negozi, uffici, stabilimenti balneari, ristoranti, ecc.)
possono consentirgli l’accesso. I dati, che vengono scaricati
tramite wifi o rete 3G, permettono di conoscere la struttura
accessibile più vicina, localizzarla ed essere guidati per
raggiungerla. E’ possibile anche rilasciare un feedback e
registrare la struttura nella propria lista di destinazioni
preferite.

L’Amministrazione del Comune romano ha quindi scelto Ibm, che ha
già sviluppato progetti simili in altre realtà, per rendere la
città più accessibile ai portatori di handicap. L’applicazione
per smartphone Act! è basata sui software Ibm Websphere Process
Server e Db2, ed è stata messa a punto da Ibm Human Centric
Solution Emea in collaborazione col partner Neotilus. Nella fase
sperimentale, che durerà per i prossimi tre mesi, l’applicazione
è disponibile solo per smartphone con sistema operativo Android,
ed è stata sviluppata con particolare attenzione alle disabilità
motorie. Si cercherà di ottimizzarla in modo da renderla
accessibile anche ai non vedenti, ed estenderla anche ad altre
piattaforme (Apple iPhone, Symbian, Rim) e ad altre città.

“Act! è un buon esempio di come si possa promuovere il turismo e
allo stesso tempo dotare le amministrazioni di uno strumento
pratico per stimolare l’accessibilità del territorio”, ha
dichiarato il sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta. Eleonora Raggi,
dell’Ufficio Consulenza per la Disabilità, ha già testato il
progetto. “Se ho bisogno di fare shopping devo sapere se il
negozio che mi interessa può permettermi di entrare o no. Così,
proseguendo il lavoro che il Comune aveva avviato sulla vivibilità
della città, abbiamo iniziato a contattare le realtà locali –
negozi, ristoranti, banche – per raccogliere dati sulla loro
accessibilità. A questo punto avevamo i dati, ma non sapevamo come
usarli: così abbiamo chiesto a Ibm”. Cristina Farioli, Business
Innovation Director di Ibm, parla invece di un sistema per
“progettare città più intelligenti; partendo dai dati e da
un’infrastruttura già in essere nel Comune di Nettuno, abbiamo
ideato una soluzione in grado di rispondere a un’esigenza della
comunità”.