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LA RIORGANIZZAZIONE

Zanonato dà il via alla riorganizzazione Mise

Il ministro per lo Sviluppo economico avvia le procedure di accorpamento delle Comunicazioni all’Energia e all’Impresa. Confermati i capi dipartimenti Sambuco, Tripoli, De Luca e Senni che rimarranno in carica fino all’attuazione del piano

26 Lug 2013

F.Me.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha avviato le procedure di riorganizzazione del Dicastero di via Veneto, che prevedono la riduzione del numero dei Dipartimenti da quattro a due. Lo annuncia una nota di Via Veneto. “Il progetto di riorganizzazione – spiega la nota – predisposto dal Capo di Gabinetto del Mise, sarà varato in tempi brevi dal Consiglio dei Ministri e diventerà operativo entro i prossimi sei mesi”. Durante l’attuazione restano comunque confermate le strutture del ministero attualmente operanti.

Intanto il Cdm di oggi ha confermato gli incarichi di capo dipartimento, su proposta di Zanonato, a Sabina De Luca (Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica), Leonardo Senni –(Capo del Dipartimento per l’energia), Roberto Sambuco (Capo Dipartimento per le comunicazioni), Giuseppe Tripoli (Capo Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione).

Il nuovo disegno, che risponde ai criteri della spending review, prevede il mantenimento del Dipartimento Sviluppo e Coesione Economica (Dps), mentre gli altri tre Dipartimenti attuali (Comunicazioni, Energia e Impresa) verrebbero accorpati in un unico Dipartimento sulle politiche industriali. Sono previste, poi, 4 direzioni incardinate al di fuori dei dipartimenti che tratterebbero rispettivamente i seguenti argomenti: personale e bilancio; beni e servizi; incentivazione delle imprese; vigilanza su cooperative, imprese ed enti in house.

Il riassetto non convince però Cgil, Cisl e Uil. Secondoi sindacati il nuovo piano disegna però una struttura disomogenea ed inefficiente sotto il profilo organizzativo, con ricadute negative sui servizi erogati ai cittadini. Come nel caso del Dipartimento delle Comunicazioni che, a detta dei sindacati, “difficilmente può essere unificato con altri ambiti di attività del Mise”.