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NOMINE IL 18 FEBBRAIO

Agcom-Privacy, in pole Giacomelli e La Russa. Ma il voto slitta per l’ennesima volta

L’ex sottosegretario del governo Renzi resta il super favorito alla presidenza dell’Authority per le Comunicazioni. Il senatore di Fratelli d’Italia, candidato del centro-destra, al timone del Garante a meno di un nome più anziano

16 Gen 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Ennesimo rinvio al Parlamento delle votazioni per il rinnovo del Garante Privacy e di Agcom, il cui mandato è scaduto la scorsa estate. Il voto al Senato, inizialmente annunciato per il 6 febbraio, è stato posticipato alle 16,30 di martedì 18 febbraio in linea con il calendario della Camera.

Secondo quanto risulta a Corcom l’ex sottosegretario alle Comunicazioni del governo Renzi, Antonello Giacomelli, resta il super favorito per la presidenza dell’Agcom. Su di lui ci sarebbe il pieno accordo 5Stelle-Pd. Sempre secondo quanto risulta al nostro giornale riguardo ai quattro Commissari il cerchio si starebbe stringendo su Emilio Carelli (5Stelle), il giurista e docente Vincenzo Zeno-Zencovich caldeggiato dal centro-destra, la dirigente del Mise Laura Aria e Roberto Chieppa, giurista e segretario generale della Presidenza del consiglio, quest’ultimo in “quota” Conte.

Sul fronte Garante Privacy il candidato del centro-destra Ignazio La Russa, che ha inviato il curriculum nella seconda tornata di candidature – ossia a seguito dell’insediamento del governo giallo-rosso – resta il nome in vetta alla classifica. Secondo il regolamento del Garante il presidente è in automatico il componente eletto più anziano. E dunque il senatore di Fratelli d’Italia è destinato alla poltrona a meno che Pd e 5Stelle non siano in grado di portare al voto un candidato più anziano di La Russa. A dicembre sembrava il cerchio si stesse stringendo attorno Raffaele Squitieri, classe 1941, avvocato e Presidente emerito della Corte dei Conti, l’unico in grado di battere per età il senatore di Fratelli d’Italia, classe 1947. Ma secondo quanto risulta a Corcom su Squitieri non ci sarebbe il via libera di tutto il centro-sinistra.

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