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LA RICERCA

App e privacy, la metà degli utenti non si sente al sicuro

Secondo un sondaggio di Kaspersky Lab, il 60% delle persone preferisce non condividere informazioni sulla propria posizione. Più del 50% teme che le applicazioni installate siano in grado di tracciare gli spostamenti e acquisire dati personali. Eppure, pochissimi adottano misure di sicurezza

13 Lug 2018

Giorgia Pacino

Gli utenti non si sentono sicuri nell’uso delle app. Più della metà delle persone teme che le applicazioni installate sui propri dispositivi siano in grado di rintracciarli, osservarli o acquisire informazioni personali. Eppure, pochissimi adottano misure per tutelare la propria privacy.

È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Kaspersky Lab.  L’azienda di sicurezza informatica ha rilevato un aumento del numero di persone che non si sentono a proprio agio nell’usare le app. Il 60,2% degli intervistati preferisce non condividere informazioni sulla propria posizione. Percentuale in crescita, visto che nel 2016 era pari al 50,6%.

Quasi la metà degli utenti (il 50,3%) si dice preoccupato che qualcuno possa osservare le attività compiute o i contenuti visualizzati sul proprio device. Un numero simile di intervistati (il 51,2%) teme che altri possano rintracciarli usando le informazioni di geolocalizzazione.

Preoccupazioni in parte fondate. Le app possono aver accesso a un’enorme quantità di dati, che includono la posizione dell’utente, le attività compiute, le informazioni sui suoi contatti. Senza contare che spesso lavorano in background all’insaputa degli utenti stessi. Secondo la ricerca “My precious data” condotta da Kaspersky Lab, l’83% delle app Android ha accesso ai dati sensibili dei proprietari e il 96% di queste stesse app può essere avviato senza alcun consenso.

Per stare più tranquilli basterebbe adottare semplici misure di sicurezza. Eppure, il 35,3% degli utenti coinvolti dal sondaggio ammette di non controllare le autorizzazioni delle app preinstallate sui propri dispositivi. Il 10,6% non effettua neppure il controllo nel corso del download o dell’installazione di nuove app. Restando senza protezione in caso di perdita dei dati.

“La nostra ricerca dimostra che, nonostante la nostra passione per le app, non per forza ci fidiamo di loro”, sottolinea Morten Lehn, general manager Italy di Kaspersky Lab. “Le persone sono più attive sulle app che monitorano la loro attività online, ma spesso non mettono in atto misure per proteggersi da possibili problemi, ed è proprio qui che possiamo intervenire, aiutando gli utenti a stare più tranquilli”.

Kaspersky ha messo a punto soluzioni come Internet Security per Android, per proteggere i dispositivi mobili da app dannose o che potrebbero accedere ai dati personali, e Battery Life, in grado di bloccare le applicazioni che lavorano in background e consumano batteria. “I nostri prodotti – continua Lehn – sono progettati per aiutare le persone a vivere la propria vita digitale e godere di tutto ciò che Internet ha da offrire, senza alcuna preoccupazione”.

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