Big tech nel mirino della Ftc: 45 giorni per spiegare come usano i dati - CorCom

L'INDAGINE

Big tech nel mirino della Ftc: 45 giorni per spiegare come usano i dati

La Federal trade commission emette 9 ordini, chiedendo informazioni su come funzionano gli algoritmi. Coinvolte tre le altre Facebook, Twitter e YouTube

15 Dic 2020

Patrizia Licata

giornalista

La Federal Trade Commission americana vuole vedere chiaro sulle metodologie con cui i colossi di Internet raccolgono e usano i dati personali degli utenti. Nel mirino della Ftc, l’agenzia federale che si occupa di difesa dei consumatori e questioni antitrust, sono finite nove tech companies: Amazon, ByteDance (proprietaria di TikTok), Discord, Facebook e la sua sussidiaria WhatsApp, Reddit, Snap, Twitter e You Tube di Google. Dovranno fornire informazioni entro 45 giorni in merito alle loro policy sui dati.

L’Antitrust americano non vuole conoscere solo i dettagli sulla raccolta e utilizzo dei dati degli utenti dei servizi online, ma cerca informazioni trasparenti su come le Big tech selezionano le ads da mostrae agli utenti, come funzionano gli algoritmi o l’analytics dei dati applicati alle informazioni personali, come “misurano, promuovono e ricercano” la partecipazione degli utenti e come il loro utilizzo dei dati impatti i minori.

Sotto la lente social media e video-streaming

I commissari della Ftc hanno votato per l’emissione degli ordini alle nove tech companies con 4 voti favorevoli e uno contrario, quello del Repubblicano Noah Joshua Phillips. Phillips ha dichiarato di essere d’accordo sull’obiettivo dello studio, ma che le richieste inviate alle aziende tecnologiche sono troppo ampie e rischiano di disperdere l’attenzione su una serie di tematiche non tutte correlate con la questione dell’uso dei dati. Per il commissario che ha votato no anche le aziende scelte per l’indagine sono troppo dissimili tra loro e il rischio è di ottenere informazioni non utili per gli obiettivi della Ftc.

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Al contrario, in commissari che hanno votato a favore degli ordini hanno dichiarato che la Ftc “vuole capire come i modelli di business influenzano quello che gli americani vedono e ascoltano, con chi parlano e quali informazioni condividono…La Ftc vuole capire meglio gli interessi finanziari dei social media e dei servizi di video-streaming.

Il pressing della Ftc sulle Big tech

La Ftc ha emesso gli ordini di fornire informazioni in base all’autorità assegnatale dalla Section 6(b) dell’Ftc Act, la legge che permette all’agenzia di condurre ampi studi separatamente dall’attività di controllo sulla corretta applicazione delle leggi. All’inizio dell’anno, per esempio, la Ftc ha lanciato uno studio per esaminare le passate acquisizioni condotte da Alphabet, la capogruppo di Google, Amazon, Apple, Facebook e Microsoft che non erano soggette al vincolo di pre-reporting per le fusioni. Il presidente della Ftc Joe Simons aveva chiarito in quel caso che gli studi condotti in base alla Section 6(b) dell’Ftc Act non sono connessi con azioni di applicazione della legge, ma che l’esame dei merger può certamente tradursi in risultati utili per le attività di “law enforcement.”

La stessa Ftc la scorsa settimana ha depositato una causa contro Facebook sostenendo che il social media abbia illecitamente mantenuto una posizione di monopolio tra i servizi di social networking perseguendo una specifica strategia di acquisizione dei potenziali concorrenti. La causa è stata depositata insieme a una separata denuncia di un gruppo di 48 Stati e territori Usa, che in modo simile accusano Facebook di aver ostacolato la concorrenza di mercato tramite acquisizioni mirate, tra cui quelle di Instagram e WhatsApp.

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