INTELLIGENZA ARTIFICIALE

ChatGpt, la “provocazione” del Pd: proposta di legge scritta dall’AI

Atteso in serata l’incontro del Garante Privacy con OpenAi che sostiene di rispettare la privacy e chiede la riattivazione del servizio in Italia. Boom di accesso alle Vpn dopo il blocco: +400%. Intanto l’Autorità britannica multa TikTok per 14,5 milioni: uso illecito dei dati dei minori. L’azienda “esulta” per il dimezzamento della sanzione e assicura: “Under 13 non possono accedere, garantiamo sicurezza”

Pubblicato il 05 Apr 2023

chatgpt

Il caso ChatGpt continua a tenere banco. E non solo in Italia. A poche ore dall’incontro del Garante Privacy con OpenAi si moltiplicano pareri e proposte sulla regolamentazione della piattaforma di Intelligenza artificiale. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa lanciata in Regione Lombardia dal gruppo Pd che deposita una proposta di legge “provocatoria” sull’Intelligenza artificiale scritta proprio da ChatGpt. E la Cto di OpenAi dichiara (in un’intervista a La Stampa) che “l’opinione pubblica italiana sta dalla nostra parte”. Nel frattempo TikTok viene multata in Uk per 14,5 milioni di euro per uso “illegale” dei dati personali dei bambini.

La “provocazione” del gruppo Pd in Lombardia

Un proposta di legge “provocatoria” scritta da ChatGpt che si propone di regolamentare la stessa intelligenza artificiale: è l’iniziativa del gruppo del Pd in Regione Lombardia, che ha depositato il testo in Consiglio accanto a una proposta stilata dai ‘veri’ consiglieri dem insieme al professor Luca Mari, professore ordinario presso la scuola di ingegneria della Università Liuc.

“Siamo tutti consapevoli di essere davanti a un cambiamento epocale, quindi è importante aprire un vero dibattito sull’Intelligenza artificiale, che deve essere ben regolamentata e messa a frutto. Quattro sono i temi fondamentali: responsabilità, trasparenza e fonti di informazione, privacy e ‘bias’ (o pregiudizi)”, spiega il consigliere dem Samuele Astuti. “Si tratta – aggiunge Astuti – della prima iniziativa in Italia e forse al mondo. Questa è una provocazione, per stimolare un dibattito che porti a usare al meglio l’intelligenza artificiale”. A partire da questo scenario, la proposta di legge in questione intende disciplinare e favorire l’utilizzo dell’AI in Regione Lombardia, con particolare attenzione alle società partecipate e con l’obiettivo di favorire la diffusione dell’AI nei diversi settori economici e sociali della regione.

Più nel dettaglio, l’articolo 3 individua alcune azioni per la promozione di sistemi di AI affidabili e sicuri, l’articolo 4 si occupa di implementare sistemi di gestione affidabile di AI nell’ambito di Regione Lombardia e delle società del Sireg e l’articolo 5 istituisce la Consulta Regionale per la promozione di sistemi affidabili di AI.

OpenAi: “Al lavoro con il Garante italiano”

“Mi sembra che l’opinione pubblica italiana sia dalla nostra parte. Non vogliamo lasciare l’Italia. Speriamo che la decisione non abbia impatto a lungo termine e che si riattivi subito il servizio”. Lo dice, in un’intervista a La Stampa, Mira Murati, la Cto di OpenAi: “Stiamo lavorando con il Garante per cercare di risolvere il più rapidamente possibile, speriamo di avere presto buone notizie. Ma, prima della sua decisione, non abbiamo avuto dialogo: è stata una sorpresa per noi. Siamo comunque aperti a trovare soluzioni che rispondano alle preoccupazioni”, afferma intervistata anche da La Repubblica. “Da quello che ho letto – aggiunge la manager -, capisco che l’opinione pubblica è favorevole a ChatGpt.”.

“Noi rispettiamo le norme europee sui dati personali, ma siamo aperti al dialogo con il Garante – precisa -. Pensiamo che i nostri servizi siano conformi al Gdpr e stiamo lavorando per ridurre i dati personali nell’addestramento di ChatGpt. È importante che impari i concetti che anche noi conosciamo, come testi e video, ma non per forza informazioni sui privati”. “L’AI trasformerà la trama della nostra realtà e della nostra società – spiega -. Oggi viene utilizzata soprattutto come un assistente, ma mi aspetto che cambi la natura di alcuni lavori – sottolinea -. Non è possibile per una singola azienda risolvere il problema, ma ne discutiamo con le autorità e facciamo ricerche per studiare interventi possibili“.

Come si muovono gli altri Paesi

Dopo le rilevazioni del Garante Privacy italiano anche altri Paesi accendono un faro sul software di Intelligenza artificiale di ChatGpt. Il Canada – riporta l’Afp – ha annunciato di aver aperto un’indagine su OpenAi, mentre secondo Reuters online, anche Germania, Francia e Irlanda si starebbero muovendo sulle orme dell’Autorità italiana per la protezione dei dati personali.

In Canada, l’indagine dell’Office of the Privacy Commissioner su OpenAI è stata aperta in risposta a una “denuncia relativa alla raccolta, all’uso e alla divulgazione di informazioni personali senza consenso”, ha affermato l’agenzia. “Dobbiamo stare al passo con i rapidi progressi tecnologici, e questa è una delle mie principali aree di interesse”, dice il commissario canadese per la privacy Philippe Dufresne.

Le autorità di regolamentazione della privacy in Francia e Irlanda avrebbero contattato l’omologo italiano per saperne di più sul divieto. E la Germania potrebbe seguire le orme dell’Italia bloccando ChatGpt per problemi di sicurezza dei dati, come dichiarato il commissario tedesco per la protezione dei dati al quotidiano Handelsblatt. Qualche giorno fa l’Europol ha avvertito che i criminali informatici sono pronti a sfruttare l’intelligenza artificiale dei chatbot conversazionali per commettere frodi e altri crimini informatici.

Boom di download di Vpn

Dopo lo stop a ChatGpt i registra un vero e proprio boom di accesso alle Vpn che dale del 400%.

Secondo i dati di AtlasVpn nel mese di marzo, gli italiani hanno installato una delle 10 migliori app Vpn in media circa 4213 volte al giorno. E il giorno in cui OpenAI ha annunciato il suo blocco  in Italia, le installazioni Vpn sono aumentate del 121%, pari a 9302 download.

Il 1° aprile, i download Vpn in Italia sono saliti alle stelle del 404% mnetre il giorno successivo, il numero totale di installazioni è stato superiore del 359% rispetto alla media di marzo. Infine, il 3 aprile, i download hanno iniziato a rallentare ma erano ancora significativamente superiori al 270% rispetto ai livelli pre-ban.

Dati personali dei bambini, l’UK multa TikTok

Il social network cinese TikTok è stato multato per 12,7 milioni di sterline (14,5 milioni di euro) dall’Information Commissioner’s Office, l’autorità britannica di regolamentazione dei dati digitali, per uso “illegale” dei dati personali dei bambini.

In particolare, l’Ico stima che TikTok, soggetta recentemente a restrizioni in diversi Paesi, abbia consentito a 1,4 milioni di minori sotto i 13 anni nel Regno Unito di aprire un account sulla sua piattaforma nel 2020, contrariamente a quanto previsto dalle sue regole ufficiali. Inoltre l’Authority contesta l’utilizzo dei dati senza il consenso dei genitori.

Un portavoce del social media cinese ha dichiarato che “TikTok è una piattaforma per utenti dai 13 anni in su. Investiamo molto per fare sì che i minori di 13 anni non siano presenti sulla piattaforma e il team dedicato alla sicurezza, composto da 40.000 persone, lavora costantemente per mantenere la piattaforma sicura per la nostra community. Pur non condividendo la decisione dell’Ico, che si riferisce al periodo maggio 2018 – luglio 2020, siamo in parte soddisfatti che l’importo della multa annunciata oggi sia stato ridotto a meno della metà di quello proposto lo scorso anno. Stiamo esaminando la decisione e valutando i prossimi passi”.

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