Il vice ministro Mauri: “Sul data tracing bisogna essere cauti” - CorCom

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Il vice ministro Mauri: “Sul data tracing bisogna essere cauti”

“Per uscire il prima possibile dall’emergenza Coronavirus serve mettere in campo tutti i possibili strumenti. Ma il tema della sorveglianza digitale è delicatissimo per la libertà delle persone e la democrazia”

19 Mar 2020

A. S.

Controllare che gli italiani non violino le disposizioni del governo sul Coronavirus è un compito che può essere demandato anche agli strumenti tecnologici, dal tracciamento delle celle telefoniche a tutta una serie di altri strumenti hi-tech che potrebbero essere in campo per scoraggiare comportamenti che violino le norme. Ma quello della “sorveglianza digitale” è un terreno particolarmente scivoloso, come ammette in un’intervista a Radio24 Matteo Mauri, viceministro dell’Interno: “Penso che si debba essere molto cauti – afferma –  L‘emergenza deve farci mettere in campo tutti i possibili strumenti, anche le nuove tecnologie per uscire il prima possibile da questa situazione. Ma il tema della libertà e del controllo di ognuno di noi è un tema delicatissimo per la libertà delle persone e per la democrazia”. 

“Credo che si debba seguire in molto molto rigoroso il suggerimento del Garante della privacy – aggiunge Mauri – La libertà va sempre difesa e i primi a doverla difendere sono i cittadini, in questo caso mettendo in atto comportamenti responsabili”. 

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Nello specifico Mauri si riferisce alle dichiarazioni rilasciate ieri da Antonello Soro, garante per la Privacy, che aveva sottolineato che “i diritti possono, in contesti emergenziali, subire limitazioni anche incisive, ma queste devono essere proporzionali alle esigenze specifiche e temporalmente limitate”.

Quanto al monitoraggio della Regione Lombardia Mauri ha commentato il fatto che negli ultimi giorni sia ria registrato un alto numero di persone fuori dalle proprie abitazioni “Che ci sia un po’ di movimento è naturale e anche previsto – evidenzia il viceministro  – il punto è che sia solo per necessità. Uno studio registra una impennata degli spostamenti tra domenica e lunedì, ma questo è abbastanza normale visto che la maggior parte delle attività produttive sono in funzione e la domenica sono chiuse. Se si esce in sicurezza i rischi sono molto ridotti, se invece si esce tre volte al giorno per andare al supermercato e comprare ogni volta una bottiglia di latte, cosa che succede soprattutto tra gli anziani che tra l’altro sono la categoria più a rischio, questo non va bene. Ancora troppi non hanno capito che gli spostamenti vanno limitati al massimo, per cui ad esempio non vado a fare la spesa quattro volte alla settimana ma una volta sola e faccio la ‘spesona’ e magari non compro il bene deperibile in due giorni ma prodotti a più lunga scadenza”.

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