IL REPORT

Il Roi della privacy vale il doppio degli investimenti

E il 70% delle aziende che ha sviluppato piani sulla data protection ha ottenuto benefici pari a 2,7 volte. I risultati dell’edizione 2020 del Data Privacy Benchmark Study di Cisco,

06 Feb 2020

D. A.

Puntare risorse sulla riservatezza e sulla protezione dei dati conviene. A dirlo è il 2020 Data Privacy Benchmark Study, la terza edizione dello studio annuale di Cisco dedicato a questo specifico ambito. Secondo l’indagine, basata sul coinvolgimento di 2800 aziende in 13 paesi inclusa l’Italia, si nota per la prima volta un ritorno sugli investimenti effettuati nelle soluzioni e nelle strategie di difesa. Il 70% delle aziende – rispetto al 40% nel 2019 – dichiara di aver ottenuto vantaggi di business significativi dall’attuazione di piani ad hoc per la privacy dei dati, che vanno oltre la semplicità conformità normativa.

Lo studio, effettuato con la procedura “doppio-cieco”, fornisce una visione approfondita del livello di adozione di procedure per la privacy dei dati a un anno e mezzo dall’effettiva entrata in vigore del Gdpr (General Data Protection Regulation) nell’Unione Europea. L’esigenza dei clienti di una maggiore protezione e riservatezza dei dati, la minaccia costante di violazioni dei dati, un utilizzo improprio da parte di utenti autorizzati e non, e la necessità di adeguarsi al Gdpr e a leggi simili, hanno spinto gran parte delle aziende in tutto il mondo ad effettuare considerevoli investimenti per la tutela della privacy, e oggi stanno portando grandi ritorni.

I principali risultati della ricerca

La maggior parte delle organizzazioni sta registrando ritorni molto positivi: in media, le aziende ottengono benefici pari a 2,7 volte (2,4 per l’Italia) il loro investimento iniziale e oltre il 40% ottiene benefici pari ad almeno il doppio della spesa sostenuta in materia di privacy. Come detto, rispetto al 40% dell’anno scorso, oltre il 70% degli intervistati dichiara di ottenere significativi vantaggi di business grazie alle iniziative messe in campo per la tutela della privacy che vanno oltre la conformità, tra cui una migliore agilità, un maggiore vantaggio competitivo, una maggiore attrattiva per gli investitori e una maggiore fiducia da parte dei clienti.

Una maggiore responsabilità si traduce in maggiori benefici: le aziende con valutazioni di responsabilità più elevate (valutati utilizzando l’Accountability Wheel del Centre for Information Policy Leadership, un framework per la gestione e la valutazione della maturità organizzativa) sperimentano minori danni economici legati alle violazioni, minori ritardi nelle vendite e maggiori ritorni finanziari.

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L’82% delle aziende (89% in Italia) vede le certificazioni per la privacy come fattore chiave alla base delle decisioni d’acquisto: le certificazioni per la privacy come ad esempio quelle Iso 27701, Eu/Swiss-Us Privacy Shield e Apec Cross Border Privacy Rules system stanno influenzando sempre più le decisioni di acquisto nella scelta di un vendor. India e Brasile sono in cima alla lista con il 95% degli intervistati che concorda con questa visione.

Con questo studio abbiamo la prova tangibile che gli investimenti per la privacy stanno portando risultati concreti alle aziende – in particolare grazie a una migliore relazione con i clienti e a un impatto positivo sui risultati di business”, sottolinea in una nota Harvey Jang, Cisco Vice President & Chief Privacy Office.

Perché è necessario continuare a investire in privacy

Dato che i mercati continuano a evolvere, le aziende dovrebbero considerare seriamente la possibilità di dare priorità ai loro investimenti in ambito privacy al fine di ottenere maggiore trasparenza nelle attività di elaborazione e certificazioni per la privacy esterne. È necessario andare oltre il minimo indispensabile richiesto dalle leggi: la privacy è un imperativo di business e, come visto, la maggior parte delle organizzazioni sta vedendo ritorni molto positivi sulla loro spesa. Per questo occorre creare una forte governance organizzativa e accountability per poter dimostrare agli stakeholder interni ed esterni la maturità del vostro programma sulla privacy.

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