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Data tracing, l’Europa punta su approccio comune. La strategia entro il 15 aprile

Al vaglio anche la possibilità di un’app-unica. E in ogni caso le soluzioni dovranno essere interoperabili per consentire la condivisione dei dati in tutti i Paesi nella “fase 2”. Resta il nodo privacy: troppa frammentazione di regole

08 Apr 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

È attesa entro il 15 aprile la strategia europea sul data tracing. È quanto rende noto la Commissione Ue che dunque annuncia un approccio “pan-europeo” alla questione della tracciabilità dei dispositivi e all’uso delle app e delle piattaforme digitali al fine di contenere i contagi da Coronavirus.

Le nuove misure prevedono l’interoperabilità delle soluzioni nei 27 Stati membri tenendo dunque conto delle movimentazioni e in particolare della “fase 2”, quella del post-emergenza. E non si esclude la messa a punto di un’unica app europea da utilizzate in tutti i Paesi. Il nodo resta però quello della privacy anche in considerazione delle diverse normative in vigore a livello nazionale.

La proposta mette in atto “un approccio coordinato europeo per l’uso di app e dati, senza compromettere le nostre norme dell’Ue in materia di privacy e protezione dei dati ed evitando la frammentazione del mercato interno”, ha dichiarato il commissario europeo per l’industria Thierry Breton in una nota congiunta con il commissario alla giustizia Didier Reynders.

La Ue sta cercando di elaborare standard comuni anche per rendere i dati più comparabili ma “gli sforzi sono ostacolati dall’attuale frammentazione degli approcci“. L’Europa sta affrontando anche la delicata questione dell’eventuale violazione della privacy attraverso le app; numerosi i dati e le informazioni che verrebbero generate partendo dalla movimentazione dei cittadini. In alcuni paesi, il monitoraggio delle persone basato sulla geolocalizzazione e la centralizzazione dei dati sensibili, “solleva domande dal punto di vista di numerosi diritti e libertà fondamentali”.

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“Questa è la prima crisi globale in cui è possibile implementare il pieno potere della tecnologia e offrire soluzioni efficienti”, sottolinea Vera Jourova, vicepresidente della Commissione che in precedenza ha contribuito a elaborare le severe leggi sulla privacy dell’Ue.

Consultare le autorità di protezione dei dati “è essenziale per garantire che i dati personali siano trattati in modo lecito e che i diritti delle persone interessate siano rispettati”, afferma la Commissione europea.

Etno e Gsma, le principali associazioni del settore hanno accolto con favore l’approccio paneuropeo.

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