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IL CASO

E’ bufera su Rousseau. Il Garante Privacy: “A rischio i dati”. Sanzioni in vista

Secondo l’authority è necessario apportare modifiche per tutelare gli iscritti alla piattaforma di voto online utilizzata dai 5Stelle. I dati girati anche a società esterne senza il consenso preventivo. Ma l’associazione che gestisce la piattaforma si difende: “Raccomandazioni già messe in pratica dopo l’attacco hacker di agosto”

03 Gen 2018

A. S.

E’ una bocciatura quelle che l’authority per la protezione dei dati personali dà di Rousseau, il sistema di voto elettronico utilizzato dal Movimento 5 Stelle per le proprie consultazioni interne, e che a breve tornerà utile agli iscritti per scegliere i candidati in vista delle elezioni politiche e amministrative in programma per il 4 marzo.

Chiamata a esprimersi dopo l’attacco hacker subito dalla piattaforma informatica ad agosto, l’authority ha pubblicato ieri i risultati del proprio approfondimento, chiedendo all’associazione Rousseau, che gestisce il sistema, di adottare alcune misure per proteggere la privacy degli utenti, e minacciando sanzioni per il fatto che i dati dei cittadini venivano girati a due società esterne senza che gli interessati ne fossero stati informati e avessero fornito il proprio consenso.

A stretto giro è arrivata la risposta dell’associazione: “In seguito all’attacco hacker dello scorso mese di agosto sono già state attivate le procedure per mettere in sicurezza il sistema Rousseau – spiegano i proprietari e gestori della piattaforma – e la polizia postale ha condotto un’indagine sugli autori degli attacchi. A tal riguardo le richieste e le raccomandazioni del garante per la privacy sono già state accolte. Ringraziamo il garante e la polizia postale per la collaborazione”.

L’istruttoria del garante per la privacy era partita dopo che, ad agosto, quando un hacker, Rogue_o, si era prima infiltrato nel sistema e pubblicato online i nomi dei votanti iscritti alla piattaforma, e poi aveva dimostrato come fosse riuscito a votare più volte senza che nessuno se ne fosse accorto e lo avesse bloccato.

Nel pronunciamento dell’authority, che ha puntato la propria lente sul sistema di voto, il Garante prescrive di apportare modifiche per “minimizzare i rischi per i diritti e per le libertà delle persone fisiche”, cancellando i dati personali una volta terminate le operazioni di voto. Tutti i siti che ruotano nell’orbita del movimento 5 stelle, inoltre, dovranno essere sottoposti a una valutazione della sicurezza informatica, mentre i criteri per la messa a punto delle password dovranno essere più stringenti.

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