DATA PROTECTION

Due anni di Gdpr: contact tracing prossima sfida

Il 25 maggio 2018 diventava operativo il Regolamento Ue sulla privacy. La Commissione: “Pietra miliare nella transizione digitale dell’Europa, adesso è cruciale anche per la gestione della pandemia”. Ma servono più risorse alle Autorità nazionali

25 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

La General data protection regulation (Gdpr) europea celebra il secondo anno dall’entrata in vigore, avvenuta il 25 maggio del 2018. In due anni, hanno affermato in una nota congiunta Věra Jourová, vice-presidente della Commissione europea per i Valori e la Trasparenza, e Didier Reynders, commissario alla Giustizia, “queste regole hanno non solo creato un solido modello per il trattamento dei dati personali in Europa, ma sono diventate un punto di riferimento globale in materia di privacy“.

Jourova e Reynders hanno sottolineato che l’odierna economia e società è in misura crescente basata sull’elaborazione dei dati e il Gdpr assicura che i cittadini abbiano maggiore controllo sui loro dati personali. Al tempo stesso la regulation europea rappresenta un modello normativo che lascia spazio a una “innovazione affidabile”. Il Gdpr “è una pietra miliare nella transizione digitale dell’Europa”.

Coronavirus: Gdpr cruciale per la protezione dei dati

“Negli scorsi due anni, cittadini e imprese hanno accresciuto la loro consapevolezza dell’importanza dalla protezione dei dati”, hanno commentato Jourova e Reynder. “La Commissione ha dato sostegno a questa crescente consapevolezza  tramite le attività di comunicazione online come la nostra guida web che 4,3 milioni di aziende e cittadini hanno consultato negli ultimi due anni”.

Nel contesto della pandemia di coronavirus, hanno aggiunto i due rappresentanti della Commissione europea, ora più che mai i cittadini devono essere sicuri che i loro dati personali siano efficacemente protetti. Le applicazioni di contact tracing, come l’italiana Immuni, possono diventare uno strumento efficace e usato su vasta scala per sostenere la ripresa dalla pandemia solo se i cittadini hanno fiducia che la loro privacy è tutelata. Da questo punto di vista il Gdpr e le norme Ue sulla privacy svolgono un ruolo cruciale.

Compliance ancora a metà

Il Gdpr ha modificato lo scenario della regolazione della privacy non solo in Europa, ma oltre i suoi confini, hanno proseguito Jourova e Reynder. Ciononostante, “la compliance è un processo dinamico e non avviene dall’oggi al domani. Le autorità nazionali per la protezione dei dati, così come le autorità competenti per assicurare l’applicazione delle regole sulla data protection, non hanno ancora raggiunto il massimo della loro efficacia nella maggior parte dei casi”. Per questo Bruxelles lancia un appello agli Stati membro perché diano maggiori strumenti ai loro Garanti privacy, dal punto di vista delle risorse umane, finanziarie e tecniche, per consolidare i poteri di vigilanza sul rispetto delle regole.

Convergenza internazionale sulla privacy

Jourova e Reynder hanno concluso affermando che la loro priorità per i prossimi mesi è continuare ad assicurare un’implementazione corretta e uniforme del Gdpr negli Stati membro. Proseguirà la stretta collaborazione con lo European data protection board e con i Garanti nazionali della protezione dei dati, nonché con le aziende e con la società civile per facilitare l’implementazione delle regole. “Riusciremo a guidare uno sviluppo sicuro delle nuove tecnologie. Ci confronteremo ulteriormente con i nostri partner internazionali per continuare il percorso verso la convergenza degli standard sulla privacy e per promuovere la sicurezza degli scambi di dati”.

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