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DATA PROTECTION

Pubblicità online, Iab: “Nessun problema con il Gdpr. L’Italia è già avanti”

Il dg dell’associazione Daniele Sesini: “Siamo in una situazione migliore rispetto ad altri Stati Ue. L’applicazione delle nuove norme sarà indolore per le aziende del marketing, grazie alle norme del Garante Privacy in vigore dal 2015”

23 Mag 2018

A. S.

L’Italia è già un passo avanti rispetto agli altri stati membri dell’Unione europea rispetto all’applicazione del Gdpr nel campo del marketing digitale e in particolare in relazione ai cookie. Per questo l’inizio dell’applicazione della General data protection regulation non dovrebbe avere un impatto preoccupante sulle aziende che operano nel nostro Paese. A sostenerlo è Iab Italia, l’associazione dedicata all’advertising digitale, che sottolinea come il trambusto che le nuove norme Ue stanno causando in molte grandi e piccole società che oeprano in Italia, così, non sembra destinato a coinvolgere il settore della pubblicità online.

In vista del prossimo 25 maggio, spiega Iab Italia in una nota, i mercati internazionali sono chiamati ad abbandonare il cosiddetto approccio “opt-out”, nel quale l’utente che non vuole che vengano tracciate le sue abitudini di navigazione deve attivarsi personalmente, entrando nelle policy di privacy di ciascun sito web visitato per esprimere la propria volontà, poiché il sito lo traccia di default senza nessuna richiesta esplicita e preventiva, e introdurre quello “opt-in”, ove viene chiesto il consenso esplicito preventivo.

“Nonostante le numerose preoccupazioni – commenta Daniele Sesini, direttore generale di Iab Italia – l’applicazione del Gdpr sul fronte del tracciamento dei dati web ai fini pubblicitari  sarà per le aziende italiane del marketing sostanzialmente indolore in quanto, già nel 2015, il Garante Italiano per la Privacy ha imposto a tutti gli operatori l’adozione di un processo basato sull’informazione preventiva e sulla raccolta del consenso esplicito dell’utente che deve avvenire prima dell’erogazione dei cookie di profilazione sul sito da lui visitato”.

E’ la cosiddetta “cookie law”, nata i conseguenza della Direttiva Europea sull’e-Privacy del 2009, che obbligato i siti web italiani a prevedere un banner che informi preventivamente l’utente sulla raccolta e sull’utilizzo di informazioni legate alla navigazione dell’utente tramite cookie.

“Se gli altri paesi europei hanno optato per un’implementazione più lasca della Direttiva Europea del 2009, l’Italia, attraverso il Garante per la Privacy, ha preferito una strada più rigida, garantendo, anche se in misura semplificata, un opt-in a tutti gli utenti del sito – aggiunge Sesini – Una scelta di comodo, che oggi pone però questi stessi paesi in una situazione di svantaggio rispetto all’Italia che, va ammesso, è stata lungimirante grazie al lavoro corale di Iab Italia e diverse associazioni del settore di concerto con il Garante.  Va infine ricordato che il Gdpr è un ‘Regolamento’ e non una ‘Direttiva’ – prosegue – il che implica che questa volta la sua attuazione è obbligatoria per tutti gli stati membri con la possibilità per l’Europa di sanzionare coloro che non rispettano quanto espressamente richiesto”.

Le criticità arrivano però anche in Italia nel caso di operatori nazionali che lavorano con partner internazionali: spesso viene infatti chiesto loro di “adottare strumenti di ‘certificazione e condivisione’ del consenso più onerosi di quanto strettamente necessario. In questi casi – spiega l’associazione – Iab Italia suggerisce di adottare anche il ‘Consent Framework’ recentemente sviluppato da Iab Europa, un sistema che permette di gestire i processi di raccolta e condivisione del consenso tra partner della filiera in modo semplice e univoco”.

“In una situazione di mercato in cui c’è ancora molta preoccupazione e incertezza sul tema – conclude Sesini – è importante che tutti collaborino per evitare di aumentare la confusione e per sostenere i publisher e gli operatori locali. Auspichiamo che anche gli Ott supportino e adottino unicamente la soluzione proposta da Iab Europe, che si contraddistingue per essere aperta, universale e super partes”.

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