IL VOTO

Il Senato Usa stoppa il piano Obama sulla privacy

Approvata l’abolizione delle regole che prevedono l’obbligo in capo ai provider Internet di chiedere il consenso agli utenti sulla condivisione dei dati. Sarebbero entrate in vigore entro fine anno. Prossimi step il via libera della Camera e la firma di Trump

Pubblicato il 24 Mar 2017

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Le norme a difesa della privacy degli utenti sul web volute dell’amministrazione Obama sono destinate a non vedere la luce. Il Senato statunitense ha infatti deciso di cancellare le regole introdotte dal corso dell’ex presidente Usa, che sarebbero entrate in vigore alla fine dell’anno.

La misura è stata approvata con uno scarto di 2 voti (50 contro 48) e prevede l’abolizione delle regole sulla privacy online che avrebbero obbligato i provider di Internet a chiedere il consenso agli utenti prima di poter condividerne i loro dati finanziari, la cronologia di navigazione e le informazioni personali.

La conseguenza diretta è che, senza la legge di Obama, provider come Verizon, Comcast e At&t avranno più potere per raccogliere dati personali sugli utenti e venderli alle società interessate. La norma votata ieri dal Senato impedirebbe inoltre alla Federal Communications Commission, l’agenzia federale che si occupa di regolare il settore, di approvare misure simili in futuro. Il voto del Senato dovrebbe essere ratificato dalla Camera la prossima settimana, per poi essere firmata dal presidente Donald Trump.

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