IL RINNOVO DELLE AUTHORITY

Nomine Agcom e Garante Privacy, sarà la volta buona?

Il voto al Senato previsto alle 9.30 del 6 febbraio. Ma si attende la conferma ufficiale. E non è da escludersi un ennesimo rinvio, questa volta dovuto a eventuali contraccolpi politici post elezioni in Emilia-Romagna e Calabria. Bocche cucite sui nuovi presidenti, ma La Russa resta in pole position per l’Autorità della protezione dati

14 Gen 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

È stata la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, nella riunione dell’8 gennaio, la prima del 2020 a Palazzo Madama, ad annunciare data e ora – giovedì 6 febbraio alle 9.30 – della votazione per il rinnovo dei componenti dell’Agcom e del Garante Privacy, entrambe in regime di prorogatio (fino alla fine di marzo 2020) a seguito della scadenza dei rispettivi mandati la scorsa estate.

L’annuncio però al momento non è stato ancora messo nero su bianco: sul sito del Senato il programma dei lavori si ferma a fine gennaio, dunque bisognerà attendere i prossimi giorni per verificare se la data del 6 febbraio sarà confermata. E anche l’altro ramo del Parlamento, la Camera, dovrà allinearsi considerato che a Camera e Senato spetta rispettivamente l’elezione di due componenti a testa del collegio dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali (il presidente viene eletto in automatico sulla base dell’anzianità dei nuovi componenti) e di altrettanti dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, il cui presidente però viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, d’intesa con il Ministro dello Sviluppo economico e previo parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti.

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Bocche cucite sui candidati papabili soprattutto per quel che riguarda Agcom. Per la Privacy resta “confermata” la presidenza La Russa se Pd e 5Stelle non riusciranno ad accordarsi su un componente più anziano dopo che è saltato il tentativo di riforma dell’Authority – per estendere a 5 i componenti e quindi bypassare la regola dell’anzianità.

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