Porno online, occhio al wi-fi pubblico: dati a rischio hacker - CorCom

CYBERSECURITY

Porno online, occhio al wi-fi pubblico: dati a rischio hacker

Report Norton by Symantec: il 15% degli italiani consuma contenuti hard navigando su wi-fi gratuito. Ma non solo: nessuna protezione sulla rete per accedere a dati bancari, condivisione foto, email personali. Ecco un vademecum pro-privacy

10 Lug 2017

Cybersecurity a rischio sul wi-fi pubblico. Il 15% degli italiani consuma immagini e video porno navigando in rete sotto wi-fi pubblico. Emerge da una ricerca Norton by Symantec secondo cui gli italiani sono fra i più “spericolati” in Europa (ma meno di americani e molto meno di indiani e brasiliani) quanto a rispetto delle regole minime di sicurezza sulle reti wi-fi pubbliche: i dati vengono di conseguenza messi a rischio con leggerezza, anche adottando comportamenti “opinabili”.

L’edizione 2017 del Norton Wi-Fi Risk Report ha intervistato oltre 15mila utenti di tutto il mondo in relazione ai comportamenti durante l’utilizzo di Wi-Fi pubbliche, scoprendo che ormai nessuno in pratica è più in grado di resistere alla possibilità di accedere gratuitamente al web tramite Wi-Fi, e che ben il 60% degli italiani sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa – o quasi – pur di avere accesso ad una connessione Wi-Fi gratuita.

“C’è una differenza abissale tra ciò che la gente pensa sia al sicuro o possa rimanere privato quando si utilizza una rete Wi-Fi pubblica e la realtà dei fatti” ha detto Ida Setti, Territory Leader, South Med Region, Norton. “Ciò che si pensa essere al sicuro sui dispositivi personali potrebbe invece essere facilmente accessibile agli hacker da reti Wi-Fi non protette o anche tramite app che presentino delle vulnerabilità”.

Una volta online, gli utenti rivelano comportamenti inaspettati: di questa percentuale di italiani “spregiudicati”, il 36% ammette di averlo fatto a casa di amici; il 35% in strutture alberghiere; il 33% in un bar o in un ristorante; il 30% per strada. Più bassa la percentuale di persone che visionano materiale hot nelle biblioteche (17%). Bassissimo questo tipo di utilizzo della rete sotto wi-fi pubblica nelle scuole o nelle università.

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Non solo: l’89% ammette di mettere le proprie informazioni personali a rischio durante l’utilizzo di una wi-fi pubblica, Il 58% accede alla mail personale da wi-fi pubblico, il 54% accede ai propri profili social, il 47% condivide foto e video, il 17% verifica il conto bancario o accede alle informazioni di natura finanziaria.

Sono ancora in molti a non preoccuparsi di proteggere i propri dati durante una sessione Wi-Fi, avverte la ricerca: il 44% degli italiani non utilizza una soluzione VPN (Virtual Private Network) mentre un 22% non ne ha mai neanche sentito parlare.

Tuttavia, nonostante l’apparente “sprezzo del pericolo”, la paura di essere messi a nudo è tangibile. Il 33% degli italiani intervistati afferma di essere terrorizzato all’idea che i dettagli del proprio conto corrente o delle informazioni a carattere finanziario possano essere sottratti e resi pubblici online, uno su cinque teme che possano essere rivelati i propri segreti più intimi, il 22% teme per la sorte delle immagini, specie di quelle più personali e legate alla famiglia, il 18% sostiene che sarebbe imbarazzante se i dettagli delle proprie conversazioni via chat/messaggistica venissero pubblicati online, il 42% dichiara che sarebbe persino disposto a pagare per evitare che le informazioni personali sottratte vengano diffuse ad amici, famiglia, superiori al lavoro, figli, partner.

Il report fornisce poi una serie di consigli per proteggere le proprie informazioni online:

  • Utilizzare un software per la sicurezza: uno dei modi migliori per proteggere le informazioni personali online è quello di utilizzare una rete privata virtuale (VPN) come ad esempio la Norton Wi-Fi Privacy di Norton by Symantec. Le VPN garantiscono un “tunnel sicuro” che crittografa i dati inviati e ricevuti tra un dispositivo e internet
  • Controllare che il sito usi lo HTTPS: molte aziende utilizzano siti web sicuri, HTTPS (Hypertext Transfer Protocol Secure), per fornire sicurezza online. Un sito web è sicuro se nell’URL compare “https” con accanto il simbolo di un piccolo lucchetto. Tuttavia, anche in un sito sicuro le informazioni personali potrebbero essere vulnerabili se la connessione di rete non è sicura.
  • Condividere il meno possibile: quando si è collegati a una rete Wi-Fi pubblica, meglio pensarci su un paio di volte prima di inserire informazioni personali come, ad esempio, password, dati finanziari o foto. Anche se non si stanno condividendo attivamente le informazioni, il dispositivo utilizzato potrebbe farlo al posto nostro. Molti dispositivi sono programmati per ricercare automaticamente le connessioni ad altri dispositivi sulla stessa rete, il che potrebbe rendere i propri file vulnerabili. Per essere certi che le informazioni personali non passino ad altri, assicurarsi sempre di disattivare l’opzione di condivisione del dispositivo stesso
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