L'ANNUNCIO

Editoria, cookie e paywall nel mirino del Garante Privacy

Al vaglio dell’Autorità i filtri che condizionano l’accesso alle news alla sottoscrizione di un abbonamento o al rilascio del consenso da parte degli utenti all’installazione di strumenti di tracciamento dei dati personali. Si punta a verificare la compliance con le normative in vigore

18 Ott 2022

Federica Meta

Giornalista

news

Il Garante Privacy accende i riflettori sui paywall e i cookies dei siti di notizie per valure il rispetto delle normative sulla tutela dei dati. “Negli ultimi giorni diverse testate giornalistiche on line, siti web e aziende operanti su Internet nel settore televisivo – spiega il Garante in una nota –  hanno messo in campo sistemi e filtri, che condizionano l’accesso ai contenuti alla sottoscrizione di un abbonamento (il cosiddetto paywall) o, in alternativa, al rilascio del consenso da parte degli utenti all’installazione di cookie e altri strumenti di tracciamento dei dati personali (il cosiddetto cookie wall)”. Anche  seguito di alcune segnalazioni, l’Autorità sta esaminando queste iniziative “alla luce del quadro normativo attuale, anche al fine di valutare l’adozione di eventuali interventi in materia”, conclude la nota.

Meta stoppa Instant Articles

Stop alle news su Facebook. Secondo quanto riportato dal sito Axios, Meta interromperà il supporto per il formato Instant Articles nell’app del social dal prossimo anno. La volontà dell’azienda è di puntare meno sulla pubblicazione e lettura di notizie via social e più su contenuti video, soprattutto brevi.

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“Attualmente, meno del 3% di ciò che le persone in tutto il mondo vedono nel feed di Facebook riguarda post con collegamenti ad articoli di notizie – ha confermato il portavoce di Meta, Erin Miller, in una nota – E come abbiamo detto all’inizio di quest’anno, come azienda non ha senso investire eccessivamente in aree che non si allineano con le preferenze degli iscritti”.

Instant Articles, lanciato nel 2015, permette di accedere rapidamente a siti web validati che postano link a notizie sulla piattaforma, senza che dallo smartphone o tablet venga aperto un browser. Questo, secondo il progetto dell’epoca, avrebbe aumentato il tempo di permanenza degli utenti su Facebook. Eppure, stando ad Axios, il servizio non ha mai sfondato, tanto da portare Meta a rivalutare tutte le risorse al lavoro su progetti editoriali.

La società ha spostato verso altre divisioni parte del personale addetto alla sezione News di Facebook e alla newsletter Bulletin all’inizio di quest’anno, prima di annunciare la chiusura di Bulletin proprio nel 2023.

Meta sta cercando di rendere la funzione Feed di Facebook più simile a quella di TikTok, con la bacheca principale incentrata sui consigli di contenuti che potrebbero piacere agli utenti, derivanti dal lavoro degli algoritmi. Il colosso guidato da Mark Zuckerberg, che nei giorni scorsi ha svelato il primo visore per il metaverso, non è l’unica azienda ad aver apportato cambiamenti ad un progetto editoriale.

Dallo scorso anno, Google non richiede più agli editori di creare contenuti supportati dal formato Amp, prerequisito affinché gli articoli fossero inseriti nelle notizie principali di Google News.

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