IL CASO

Privacy, il Garante Ue si appella alla Corte: “Meno libertà all’Europol sui dati personali”

L’Edps chiede di eliminare gli emendamenti che consentono alla Polizia europea di conservare le informazioni di persone senza legami con attività criminali: “Milioni di cittadini innocenti rischiano di essere ingiustamente sospettati di un crimine”

23 Set 2022

Veronica Balocco

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Il Garante della protezione dei dati dell’Ue, l’Edps, ha chiesto alla Corte suprema europea di eliminare le norme modificate che consentono a Europol di legalizzare retroattivamente il trattamento dei dati personali di persone senza legami con attività criminali, affermando che le norme ne minano l’autorità.

Il ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea, con sede in Lussemburgo, risale allo scorso 16 settembre. In discussione ci sono due emendamenti alle regole che disciplinano l’Europol concordate dai paesi e dai legislatori dell’Ue che sono entrate in vigore il 28 giugno.

Gli emendamenti finiti nel mirino

Prima delle modifiche, Europol doveva verificare entro sei mesi se i dati personali raccolti fossero collegati ad attività criminali e cancellarli entro il 4 gennaio 2023 se tale collegamento non esisteva. Secondo gli emendamenti, può invece continuare a conservare dati che non sono stati ancora cancellati.

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La richiesta dell’Edps alla Corte suprema è quella di “assicurarsi che il legislatore dell’Ue non possa ‘spostare i paletti’ indebitamente nell’area della privacy e della protezione dei dati”, ha affermato in una dichiarazione il capo dell’Edps Wojciech Wiewiorowski.

Il plauso dell’eurodeputato Breyer

Una prima reazione è giunta dall’eurodeputato tedesco Patrick Breyer, il quale ha applaudito alla mossa dell’Edps. “È vero che la cooperazione di polizia in Europa è di vitale importanza, ma deve rispettare lo stato di diritto”, ha affermato. “A causa di questi vasti pool di dati, milioni di cittadini innocenti rischiano di essere ingiustamente sospettati di un crimine solo perché si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

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