SCENARI

Privacy, nel 2023 il 40% delle aziende userà l’AI per garantire la compliance

Questa la stima della società di analisi Gartner secondo cui attualmente le piattaforme di intelligenza artificiale sono utilizzate solo dal 5% delle imprese. La spesa mondiale per gli strumenti in grado di garantire la “conformità” salirà a 8 miliardi

26 Feb 2020

Antonio Dini

Nel 2023 il 40% delle aziende utilizzerà tecnologie basate sull’AI per riuscire a garantire la compliance alle normative sulla privacy. E’ quanto stima la società di analisi Gartner.

Attualmente utilizza questo tipo di soluzioni circa il 5% delle imprese. Le normative sulla privacy sono sempre più complesse non solo per il Gdpr europeo ma anche per le nuove normative che stanno emergendo in tutto il mondo. E per gestire questa complessità applicata a grandi volumi di dati sempre più aziende utilizzano sistemi di intelligenza artificiale.

“Le leggi sulla privacy come il Gdpr – commenta Bart Willemsen, vice presidente per la ricerca di Gartner – hanno rappresentato una soluzione ideale per molti Paesi nel mondo. Molte altre giurisdizioni si stanno infatti dotando di normative analoghe. Sono più di 60 i regimi giuridici nel mondo che hanno proposto o stanno progettando una versione più moderna delle norme sulla protezione dei dati e sulla privacy come conseguenza di quelle europea. Il Canada ad esempio sta aggiornando la sua normativa sulla Personal Information Protection and Electronic Documents Act (Pipeda) in parte anche per mantenere uno standard compatibile con quello dell’Europa post-Gdpr”.

Tutti i principali gestori di informazioni personali sono sotto pressione per garantire che tutti i dati vengano processati in maniera tale che siano sempre sotto controllo e garantiti. Una pratica che è sempre più difficile e costosa da portare avanti senza l’utilizzo della tecnologia. E questo è uno dei settori in cui l’utilizzo di applicativi che si basano su sistemi di intelligenza artificiale riduce il costo amministrativo e i carichi di lavoro manuale in maniera sostanziale.

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Da qui al 2022 ci sarà una spesa mondiale di circa 8 miliardi per quanto riguarda gli strumenti di compliance ai problemi di privacy. Secondo Gartner, che ha realizzato una survey sull’argomento tra marzo e aprile dell’anno scorso con circa 700 manager in Brasile, Germania, India, Stati Uniti e Gran Bretagna, “il mondo post-Gdpr richiede una serie molto vasta di capacità tecnologiche, molto al di là di quello che lo standard del passato, cioè i fogli di calcolo fatti con Excel, possono garantire”, dice Willemsen.

L’aspetto fondamentale è quello della capacità da parte delle organizzazione di gestire in maniera immediata le richieste di modificazione e cancellazione da parte degli aventi diritto. Si tratta di una serie di domande molto ampie circa i propri dati che possono essere rivolte alle aziende e alle quali è richiesto che sia data una risposta entro tempi definiti. Secondo il rapporto 2019 Security and Risk Survey di Gartner, molte organizzazioni non sono capaci di fornire una risposta precisa e univoca a queste richieste. Per quasi due terzi delle aziende interpellate sono necessarie più di due settimane per fornire le risposte chieste. Spesso si tratta di flussi di lavoro che devono essere costruiti rapidamente ed eseguiti a mano, con costi molto elevati che tendono ad accumularsi nel tempo.

“La velocità e la coerenza – ha detto Willemsen – con cui gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono aiutare a gestire grandi volumi di richieste degli utenti non solo fa risparmiare a un’organizzazione una spesa eccessiva, ma crea anche maggiore fiducia con i clienti. Con la perdita dei clienti come seconda preoccupazione principale dei responsabili della privacy, tali strumenti garantiranno il rispetto delle loro esigenze in materia di privacy”.

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