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IL CONVEGNO

Privacy, scende in campo Qwant l’anti-Google: “Mercato aperto garanzia per gli utenti”

Eric Leandry presidente e cofondatore del search engine francese: “È necessaria un’alternativa che abbia i propri server e infrastrutture in Europa a tutela dei dati delle persone”. Fabiano Lazzarini country manager per l’Italia: “Solo la presenza di molteplici attori può permettere al web di restare un luogo democratico”

30 Mar 2018

A. S.

“Solamente un mercato plurale può essere garanzia di completezza e possibilità di scelta. Solo la presenza di molteplici attori, può permettere al web di restare un luogo democratico in cui le persone possono fruire di un’informazione libera fatta di contenuti oggettivi e non basati su ciò che i motori sanno di noi. È necessaria un’alternativa europea che, tra l’altro, abbia i propri server e infrastrutture in Europa a garanzia della difesa dei dati delle persone. Qwant è tutto questo”. Lo ha detto Eric Leandri, presidente e co-fondatore di Qwant, il motore di ricerca made in Europe che non utilizza strumenti di profilazione e che “da sempre – si legge in una nota –  fa del rispetto della privacy il proprio valore principe”. Leandri ha parlato intervenendo a Roma al convegno “Gdpr e protezione della privacy dei cittadini europei: implicazioni sociali ed economiche”, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Francia in Italia e l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia.

“Nonostante quanto accaduto – aggiunge Fabiano Lazzarini, country manager di Qwant in Italia, riferendosi al caso Facebook – Cambridge Analytica – è importante non demonizzare la rete perché resta uno strumento fondamentale per la crescita sociale ed economica dei Paesi. In Italia l’accoglienza di Qwant è stata positiva e la crescita, in pochi mesi dal nostro ingresso sul mercato, significativa. Desideriamo essere al fianco delle persone ma anche di aziende e istituzioni per far meglio comprendere come vengono impiegati i loro dati e quali siano le ricadute che diversi utilizzi possono avere”.

Ai lavori ha preso parte anche Giovanni Buttarelli, garante europeo per la protezione dei dati: “L’Europa è all’avanguardia in materia di privacy – sottolinea – È fondamentale che tutti gli Stati membri, i soggetti pubblici e privati, si adeguino al Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali. La nuova normativa, infatti, rappresenta uno strumento di democrazia moderna e si pone come mezzo cardine della cybersicurezza”.

Secondo Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, profilare una persona a sua insaputa “non significa soltanto violare i diritti dei consumatori, ma anche alterare il level playing field. L’Autorità francese sta intervenendo sui big data, mentre quella italiana è già entrata nel merito utilizzando gli strumenti di tutela dei consumatori come ‘la Direttiva Europea sulle Pratiche Commerciali Sleali’. In Europa, quindi, è necessario proteggere lo sviluppo di un mercato digitale senza però dar luogo all’abuso del potere economico a scapito dei consumatori”.

“il ruolo del nucleo speciale privacy della GdF è volto a far rispettare le norme, affinché nel mondo digitale ci si possa sentire sicuri di navigare -– conclude Marco Menegazzo, comandante del nucleo speciale Privacy della Guardia Di Finanza – Per questo, vigiliamo per assicurare il rispetto del trattamento dei dati e della privacy in rete, in linea con il nuovo Regolamento UE”.

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