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PRIVACY

Twitter e Facebook nel mirino dell’Irlanda: rischiano multa record

La Data Protection Commission ha concluso un’indagine sulla presunta violazione delle norme Ue. La sanzione potrebbe sfiorare il 4% del fatturato annuo

08 Ott 2019

Antonio Dini

Adesso, da avversari, rischiano di diventare compagni di sventura. Facebook e Twitter sono infatti nel mirino degli investigatori della Data Protection Commission irlandese che, al termine delle indagini preliminari sull’operato di Twitter e su quello di WhatsApp di Facebook, potrebbero decidere di comminare una multa sino al 4% del fatturato globale annuo di ciascuna delle due aziende per violazione delle regole europee sulla privacy dei dati.

Le indagini passano ora alla fase decisionale, secondo quanto dice Graham Doyle, responsabile delle comunicazioni per il DPC irlandese. Durante questa fase il titolare dell’ufficio di regolatore dei dati irlandese, Helen Dixon, pubblicherà delle bozze preliminari di decisione, che dovrebbero essere pronte entro la fine dell’anno.
Queste bozze sarebbero le prime decisioni prese dal regolatore irlandese relative alle società multinazionali statunitensi da quando la legge europea sulla privacy (la Gdpr) è entrata in vigore a maggio dello scorso anno.

Nelle versioni preliminari della decisione definitiva Dixon definirà l’eventuale sanzione che ciascuna società dovrà pagare per aver violato le regole sulla privacy dei dati. Le società possono essere multate fino al 4% delle entrate annuali globali per aver violato la legge europea sulla privacy dei dati. Per Facebook, questo potrebbe significare una multa di oltre 2 miliardi di dollari, sulla base delle entrate dell’anno fiscale 2018.

Dal momento che molte grandi aziende tecnologiche in Europa hanno sede centrale in Irlanda, il DPC irlandese si trova nella particolare posizione di dover supervisionare le attività europee delle aziende internazionali, ai sensi del Gdpr. Il DPC irlandese ha aperto più di una dozzina di indagini su grandi aziende tecnologiche tra cui Facebook, Apple, Google e Twitter.
Doyle ha detto che la commissione ha concluso le sue indagini su WhatsApp relative al caso aperto l’anno scorso sulla trasparenza. Il DPC in particolare ha valutato se WhatsApp avesse fornito informazioni in modo trasparente agli utenti e ai non utenti riguardo ai servizi della sua app.

Il DPC ha anche concluso le sue indagini su Twitter, ha detto Doyle. L’indagine è stata avviata in risposta a una notifica di violazione dei dati ricevuta da Twitter l’8 gennaio 2019.
Il commissario Dixon può ora richiedere ulteriori informazioni a Facebook e Twitter sui due casi prima di emettere la sua decisione preliminare. La sua bozza di decisione verrà quindi inviata ad altri regolatori dell’Ue per un feedback prima che venga presa una decisione finale.

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