il report 2026

Mobile industry: l’AI guida il cambio di passo, ma 5G e sicurezza frenano la scalata



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Cloud-native, Api, edge e reti non terrestri ampliano il perimetro competitivo e spingono verso modelli operativi più agili. Ma tra rollout dello standalone, costi che crescono e superfici d’attacco in aumento, gli operatori devono convertire investimenti e innovazione in risultati misurabili, mantenendo continuità e fiducia come prerequisiti di mercato

Pubblicato il 27 feb 2026



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La mobile industry affronta il 2026 con priorità più definite e sfide più complesse. Il Mobile World Live – Industry Survey 2026, elaborato su un campione internazionale composto da figure dirigenziali e tecniche, evidenzia come l’intelligenza artificiale diventi l’asse centrale delle strategie telco, mentre restano irrisolti i nodi relativi al ritorno degli investimenti sul 5G e alla sicurezza.
L’anno si apre quindi con una tensione evidente tra innovazione e sostenibilità. L’evoluzione verso architetture cloud‑native, la diffusione del 5G standalone, l’ascesa delle Api e la spinta verso le reti non terrestri definiscono un nuovo spazio competitivo, ma richiedono investimenti consistenti e una profonda riorganizzazione di processi e modelli operativi.

Monetizzazione del 5G: un equilibrio ancora fragile

Tra le evidenze più chiare emerge la difficoltà nel monetizzare il 5G. Il 26% degli operatori indica la generazione di valore come la sfida prioritaria, superando anche le preoccupazioni sulla sicurezza. Gli investimenti sul 5G non hanno ancora prodotto ritorni solidi e coerenti con la portata del rollout, e questo costringe le telco a rivedere tempi e modalità di evoluzione della rete.
La dinamica competitiva spinge i prezzi verso il basso, mentre la domanda non cresce con la stessa rapidità della capacità. Il risultato è un quadro disomogeneo, in cui la crescita dei ricavi non compensa l’aumento dei costi operativi e infrastrutturali.

Accanto alla sostenibilità economica emerge un secondo fattore cruciale: la sicurezza. Il 22% del campione la considera una criticità primaria, con un incremento rispetto al 2025. L’apertura delle architetture, la virtualizzazione del core, l’esposizione delle Api e la dipendenza dal cloud ampliano la superficie d’attacco e richiedono controlli più severi.
In questo contesto la sicurezza non rappresenta soltanto un fattore tecnico, ma un presupposto essenziale di fiducia e continuità operativa.

L’AI si afferma come priorità assoluta

Il dato più netto del survey riguarda l’ascesa dell’intelligenza artificiale a priorità strategica. Il 33% degli operatori la considera l’area più importante del 2026. Questo segna il passaggio da un approccio prudente a una fase più strutturata, orientata a casi d’uso concreti e a implementazioni scalabili.
L’AI diventa un elemento distintivo per efficienza, personalizzazione del servizio, automazione delle operation e creazione di nuove linee di business. Non sorprende che l’advanced AI venga indicata come l’area di maggior potenziale, con il 44% delle preferenze, superando enterprise 5G e apertura delle Api.

Resta, però, una percezione di eccessivo entusiasmo. Il 73% del campione considera l’AI l’ambito più sopravvalutato dell’anno. La distanza tra hype e realtà viene attribuita alla qualità dei dati, alla difficoltà di integrazione, alla complessità regolatoria e ai costi computazionali. Sono tutti fattori che, secondo gli operatori, rallentano il passaggio verso una diffusione realmente pervasiva dell’AI nei processi core.

Un 5G che cresce, ma non in modo uniforme

Il survey conferma che il 5G continua a espandersi, ma con livelli di maturità differenti tra segmenti. La monetizzazione appare più solida in ambito enterprise, dove il 40% degli operatori punta sulle private network e il 37% su applicazioni IoT. Le soluzioni consumer avanzate restano invece meno rilevanti.

L’evoluzione verso il 5G standalone segna un passaggio decisivo. Il 42% del campione prevede il rollout nel 2026 e il 36% nel 2027. Le capacità di slicing, latenza ridotta e gestione programmabile della rete sono elementi chiave per i futuri servizi mission‑critical.
La prospettiva del 5G Advanced introduce ulteriori possibilità, ma richiede investimenti ingenti e una trasformazione architetturale profonda.

Ntn e satelliti: un futuro in espansione, ma ancora costoso

Le reti non terrestri (Ntn) iniziano a emergere come elemento stabile nel nuovo ecosistema mobile. Le soluzioni direct‑to‑device si moltiplicano grazie all’evoluzione delle costellazioni Leo e dei chipset compatibili. Crescono i modelli ibridi che integrano satelliti e rete terrestre. Il 29% degli operatori dichiara di voler puntare su una strategia mista, mentre il 17% preferisce collaborazioni dirette con operatori satellitari.

Il limite principale resta il costo, indicato dal 55% degli intervistati come barriera dominante. Seguono la maturità dei dispositivi e la domanda ancora ridotta. I casi d’uso più immediati riguardano trasporti e logistica, settore che richiede connettività continua in aree non servite dalle reti terrestri.

Un partner del report, Globalstar, sintetizza questo passaggio: “La connettività satellitare sta passando rapidamente da capacità di nicchia a elemento centrale, soprattutto grazie all’ascesa dei servizi direct‑to‑device.”

Cloud ed edge: una rete più agile e programmabile

La transizione verso architetture cloud‑native e edge distributed procede con decisione. Solo il 14% degli operatori sceglie investimenti interamente proprietari, mentre la maggioranza preferisce modelli ibridi che combinano asset interni e partnership con hyperscaler. Questo approccio permette di accelerare l’adozione di servizi innovativi con costi più prevedibili e maggiore flessibilità.

Il potenziale maggiore si concentra nell’ambito enterprise. Soluzioni edge, analytics in tempo reale e automazione trovano applicazioni concrete in numerosi settori industriali. Al contrario, i servizi cloud consumer restano ostacolati dalla competizione delle big tech e da margini più ridotti. Il 35% delle telco rinuncia a sviluppare un brand proprietario.

Il tema della sovranità dei dati diventa centrale. Il 47% degli intervistati lo considera un fattore critico, soprattutto per i servizi rivolti a clienti istituzionali e grandi imprese.

AI agentica: grandi possibilità, adozione prudente

L’AI agentica si affaccia nel panorama telco, ma con un approccio prudente. Solo il 24% degli operatori utilizza agenti autonomi in produzione. Il 29% si muove ancora nel campo dei piloti. L’integrazione con sistemi legacy, la qualità dei dati e le implicazioni di governance frenano la scalabilità.

Le aree più avanzate sono customer care, network operations e IT operations, dove l’automazione ha impatti diretti su costi e qualità del servizio. Non è un caso che il principale indicatore di successo sia la riduzione dei costi, più dei nuovi ricavi.

La sensibilità verso i rischi è elevata. La preoccupazione più forte riguarda la fuga di dati, seguita dalle allucinazioni dei modelli e dalle minacce cyber. La governance viene percepita come meno urgente, ma destinata a diventare cruciale negli anni a venire.
Un partner del report, BMC, riassume così il momento: “L’intelligenza artificiale non è più sperimentale. Sta scalando rapidamente, soprattutto nella cura del cliente e nelle operation di rete e IT.”

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