“Il distretto aerospaziale della Toscana ha due punti di forza: la presenza storica di Leonardo sul territorio, con varie sedi, che è legata soprattutto alle missioni spaziali e ai dispositivi che vanno a bordo di satelliti, e la presenza di un sistema accademico e di ricerca avanzato. Non parliamo, in questo caso, soltanto delle università di Pisa e Firenze e delle loro facoltà di ingegneria, ma anche di laboratori come il Lens, l’Ifac, (istituto di fisica applicata del Cnr) e la sede italiana di PhotonHub, progetto di trasferimento tecnologico a focus fotonica che ha una serie di diramazioni in tutta Europa. La presenza di competenze di così alto livello coincide con una importante offerta di risorse a disposizione di tutte le realtà hi-tech. Soltanto per fare un esempio, Sitael – società italiana attiva nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico anche aerospaziale – è cresciuta acquisendo due società in toscana e ha mantenuto le sedi locali perché è parte di un sistema dal quale attinge competenze importanti, riuscendo anche a partecipare a progetti avanzati. Gate 4.0, Distretto Tecnologico per l’Advanced Manufacturing della Toscana, di cui fanno parte anche le realtà dell’aerospace, raccoglie una trentina di Pmi, per un fatturato annuo di circa 350 milioni all’anno e 2.500 addetti”. A descrivere in un’intervista a SpaceEconomy360 le caratteristiche del settore è Lorna Vatta, presidente di Gate 4.0, che sottolinea: “Questi numeri testimoniano che il comparto delle tecnologie avanzate è uno dei punto di forza della Toscana, anche se ha meno visibilità nell’immaginario collettivo rispetto alla moda, al turismo, alla life science o al food”. Vatta, quali sono dal punto di vista dell’aerospazio i settori più promettenti o per i quali l’ecosistema della Toscana si candida a essere una presenza d’eccellenza?



