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STRATEGIE

iPhone 5G, Apple costretta a rimandare il debutto?

Il nuovo device era atteso per il prossimo autunno. Ma secondo la stampa asiatica l’azienda starebbe valutando l’impatto della pandemia da coronavirus sulla filiera della produzione e sulla domanda globale. La decisione entro maggio

26 Mar 2020

Antonio Dini

Apple si sta preparando a rinviare il lancio del prossimo iPhone 5G, previsto per l’autunno, di alcuni mesi a causa della pandemia di coronavirus che sta creando problemi sia alla filiera della produzione e distribuzione che alla domanda globale di beni di consumo.

Secondo il Nikkei Asian Review, che ha raccolto indiscrezioni di mercato, la pandemia avrebbe travolto la capacità di programmazione dei prodotti di Apple, mettendo in difficoltà sia la produzione che la diffusione in tutto il pianeta. Inoltre, il rischio per Apple sarebbe quello di trovarsi in una situazione di domanda fortemente rallentata al momento del lancio del suo apparecchio 5G.

Secondo le fonti raccolte dalla stampa in queste ore a Cupertino si starebbero tenendo una serie di riunioni di vertice per decidere sulla possibilità di un rinvio del lancio degli iPhone probabilmente dotati di connettività 5G. Solitamente Apple presenta i prodotti che diventeranno la chiave per gli acquisti del periodo natalizio durante settembre con un evento riservato alla stampa.

L’iPhone sino a questo momento non ha sfruttato le nuove tecnologie 5G. Apple è almeno un anno indietro rispetto ai suoi due principali rivali, Samsung e Huawei, almeno da questo punto di vista. Anche la recentissima introduzione della nuova generazione di iPad Pro, i tablet di Apple quest’anno dotato di un comparto fotografico potenziato e di un sensore Lidar per la realtà aumentata, sono dotati delle tradizionali connessioni 4G e WiFi.

Apple all’inizio dell’anno solare di solito pianifica la finalizzazione del progetto di iPhone che verrà commercializzato a settembre, e nei mesi successivi la sua filiera della produzione, composta di terzisti in tutto il mondo che forniscono le componenti e di assemblatori che procedono alla realizzazione finale degli apparecchi, al loro packaging e allo stoccaggio in attesa della spedizione, si attiva in queste settimane. L’azienda avvia solitamente una macchina molto grande che arriva a preparare fino a 100 milioni di apparecchi (secondo le indiscrezioni) in attesa degli acquisti del periodo di Natale, compreso tra il black friday a ottobre e le festività natalizie a fine dicembre.

L’obiettivo di quest’anno per Apple era quello di realizzate quattro differenti modelli di iPhone, sostengono le fonti della stampa asiatica, e preparare un contingente di apparecchi molto grande da distribuire nelle differenti aree geografiche dove l’azienda è presente. Adesso invece Apple sta monitorando sia il problema della interruzione della catena dei fornitori e dello stop agli impianti dei produttori (Foxconn e Pegatron, fra gli altri) ma anche quello della domanda internazionale.

Il blocco totale di molti paesi europei e la situazione negli Stati Uniti, i due più grandi mercato che assieme fanno circa la metà delle vendite degli iPhone, porrebbe un problema molto difficile per capire se sia necessario un rinvio della partenza della produzione oppure no.

Internamente all’azienda la situazione non è molto chiara: i negozi sono chiusi, a parte negli Usa, e i dipendenti anche del quartier generale di Cupertino lavorano da casa “senza indicazioni di un termine”, secondo le indicazioni del governatore della California dove ha sede Apple. Secondo una fonte, fino a che la California non permetterà ai dipendenti dei servizi non essenziali di tornare a lavorare in ufficio non sarà possibile finalizzare il lancio dell’iPhone. “Apple – secondo una fonte del Nikkei – prenderà la decisione finale per maggio”.

I problemi della prossima generazione di iPhone però non riguardano solo i tempi del suo rilascio. Secondo altre fonti ci sono state anche problematiche tecniche dovute all’interruzione delle fabbriche in Cina e dei fornitori di tecnologia in Asia. In particolare per la parte più nuova e delicata del telefono, cioè il blocco del 5G. L’azienda avrebbe dovuto inviare centinaia di ingegneri avanti e indietro tra il quartier generale americano e i differenti centri di progettazione e produzione asiatici, ma il blocco dei voli e la chiusura di alcune aree della Cina e poi del resto dell’Asia hanno fortemente limitato o addirittura impedito questo scambio essenziale al progresso della progettazione.

“Apple non si è però ancora arresa – dice un’altra fonte di Nikkei – e spera di riuscire a far arrivare sugli scaffali gli iPhone a settembre. La discussione è ancora all’inizio, il lancio non è stato ancora cancellato”. Nel caso questo avvenisse uno scenario possibile sarebbe posporlo al 2021, nella peggiore delle ipotesi.

Secondo altre fonti nella catena dei fornitori di Apple alcuni di queste aziende avrebbero ricevuto l’ordine di posporre la produzione di due o tre mesi. Questo potrebbe indicare che il lancio potrebbe esserci lo stesso ma con numero contingentati, e che i telefoni verrebbero prodotti e distribuiti con il contagocce almeno nei primi mesi, per arrivare a piena produzione all’inizio del 2021.

Secondo l’analista di Idc, Joey Yen, se Apple e altre aziende prevedono di ritardare il lancio dei loro prodotti perché vede un indebolimento della domanda “il problema potrebbe non essere tanto la filiera della produzione quanto l’indebolimento strutturale di tutta l’economia”.

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