L'INDAGINE

Aziende nella “giungla” tecnologica, la strategia DevEx diventa priorità

Secondo il 75% dei responsabili IT mettere a punto un piano di “developer experience” consente agli sviluppatori di svolgere il proprio lavoro in maniera efficace e produttiva senza le frizioni associate alla gestione di tecnologie monolitiche. E alle imprese di diventare più competitive. I risultati dello studio VMware-Forrester

03 Ott 2022

Veronica Balocco

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Il 75% dei responsabili It e aziendali riconosce che l’esperienza degli sviluppatori è importante per l’esecuzione della strategia di un’organizzazione. Il 69% concorda sul fatto che una buona esperienza per gli sviluppatori si traduce in una migliore esperienza per i clienti. Lo afferma un recente studio condotto da VMware e Forrester (SCARICA QUI IL DOCUMENTO COMPLETO).
Alla luce dei risultati, 
Pierluigi Scardazza, Regional director Italy & Iberia – Tanzu, VMware, espone le 5 azioni che che le aziende dovrebbero intraprendere oggi per garantire agli sviluppatori un’esperienza di sviluppo fluida e senza interruzioni, fattore differenziante per l’implementazione della strategia aziendale: fondamentale – spiega – è “coinvolgere i developer nelle conversazioni sulla strategia da adottare fin dall’inizio, dare loro gli strumenti giusti per operare, espandere l’uso dell’automazione e includere l’accesso all’open source, utilizzando modelli di applicazione standardizzati per iniziare velocemente”.

Un ruolo vitale per la competitività dell’azienda

“Le organizzazioni riconoscono sempre più il ruolo vitale che gli sviluppatori svolgono nell’offrire un vantaggio competitivo attraverso applicazioni e servizi digitali innovativi, che consentono loro di rimanere competitivi in un mondo in continua trasformazione – spiega Scardazza –. Di conseguenza, la maggior parte di esse dispone di una strategia di “Developer experience” (DevEx), soprattutto per consentire agli sviluppatori di svolgere il proprio lavoro in maniera efficace e produttiva senza le frizioni associate alla gestione di tecnologie monolitiche”.

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Coinvolgere i developer

Ma il miglioramento dell’esperienza degli sviluppatori aiuta anche le organizzazioni a ottenere significativi vantaggi di business. Quindi, cosa bisogna fare per garantire un’esperienza di sviluppo fluida e senza interruzioni? Per Scardazza, il primo “comandamento” è: “Lasciate che siano gli sviluppatori a dirvi cosa vogliono”. “Molti decision-makers  – fa notare – basano la loro strategia DevEx su ciò che loro stessi pensano che gli sviluppatori vogliano. Infatti, secondo lo studio, il 94% degli intervistati afferma che, sebbene le loro aziende abbiano una strategia DevEx in atto, solo uno su quattro ritiene che l’approccio proposto sia maturo e fornisca valore. Per risolvere questo problema, gli sviluppatori devono essere coinvolti nelle conversazioni sulla strategia da adottare fin dall’inizio”.

“Apportare modifiche arbitrarie alla toolchain di strumenti per il delivery del software creerà solo caos – aggiunge -. Le organizzazioni devono invece prendere in considerazione la creazione di una mappa del flusso del valore per individuare i punti di rallentamento dello sviluppo del software, i passaggi manuali e, soprattutto, i punti di attrito all’interno del processo di delivery. È probabile che si trovi una combinazione di problemi legati ai processi e alla tecnologia e una base da cui partire per migliorare. Con una roadmap della catena del valore, è possibile creare una strategia che si concentri innanzitutto sui cambiamenti di maggiore impatto”.

Fornire agli sviluppatori gli strumenti giusti

Altra carta da giocare è quella della semplicità dei processi di sviluppo: “Dare agli sviluppatori gli strumenti giusti”, afferma Pierluigi Scardazza. “Le aziende – spiega – oggi si trovano in una costante situazione di giungla tecnologica. Devono navigare tra le architetture monolitiche legacy, abbracciando al contempo opzioni moderne come i microservizi e distribuendo contemporaneamente software open source per massimizzare la flessibilità aziendale. Nel loro percorso, potrebbero facilmente perdersi in un panorama in costante crescita di nuovi strumenti, concetti e framework. Secondo la ricerca di VMware, tre intervistati su cinque affermano che questa complessità inibisce la produttività e l’esperienza dei loro sviluppatori. Anche se inevitabili, i ritardi nel lancio dei prodotti software non solo ostacolano i ricavi, ma possono anche scatenare conflitti tra i team ed erodere la fiducia degli sviluppatori”. E aggiunge: “Quando le organizzazioni cercano di ridurre l’attrito e la complessità dei processi di sviluppo, è indispensabile fornire agli sviluppatori gli strumenti giusti. Ad esempio, soluzioni specifiche che snelliscano i cicli di vita dalla creazione deterministica alla distribuzione in produzione, fornendo modelli e stack tecnici standard, farebbero una differenza significativa: meno intrecci, meno fatica decisionale, più tempo di qualità nella scrittura del codice”.

Focalizzarsi sull’automazione

Fondamentale è poi  “espandere l’uso dell’automazione”, che, sotto forma di strumenti e funzionalità DevSecOps, ha avuto un impatto profondo sia sull’affidabilità della distribuzione del software sia sulla capacità di riportare equilibrio nella vita degli sviluppatori. “Non sorprende quindi che l’automazione del deployment delle applicazioni sia stata indicata nella ricerca come la principale capacità di migliorare l’esperienza degli sviluppatori – spiega Scardazza -. Un modo per le organizzazioni di ottenere questo risultato è quello di liberarsi dei rilasci in produzione e delle war room nel fine settimana adottando l’automazione della distribuzione. In questo modo sarà possibile effettuare rilasci deterministici nei giorni feriali con fiducia e tranquillità”.

Garantire l’accesso all’open source

Altra leva chiave su cui agire è l‘accesso all’open source. “Questo ambito – spiega l’analisi – sta subendo cambiamenti fondamentali, con licenze più restrittive e vulnerabilità di sicurezza latenti. Per questo, è fondamentale fornire agli sviluppatori l’accesso a un insieme curato di prodotti e componenti software open source di cui ci si possa fidare e che abbiano una forte comunità o un fornitore di software a supporto”.

Sfruttare modelli standardizzati

Infine, l’ultima indicazione: “Usare modelli di applicazione standardizzati per iniziare velocemente”. “Per molti sviluppatori – spiega l’articolo del Regional director Italy -, iniziare un nuovo componente o applicazione è la parte più difficile. Un’esperienza di sviluppo che includa modelli riusabili di applicazione per la configurazione dei servizi, la gestione delle dipendenze o l’accesso alle librerie è molto utile per aiutare gli sviluppatori non solo a iniziare con più rapidità, ma anche a muoversi nella giusta direzione. In questo modo possono iniziare a fornire valore prima, implementando automaticamente le buone pratiche e le linee guida aziendali per la compliance e la sicurezza”.

“In un momento di crisi mondiale dei talenti fra gli sviluppatori, in cui le assunzioni sono state messe a dura prova dalla pandemia e dal fenomeno della great resignation – conclude Pierluigi Scardazza -, molte organizzazioni si stanno rendendo conto dell’importanza di investire nell’esperienza degli sviluppatori per migliorarne il processo di ricerca e selezione, la fidelizzazione e la competitività. Secondo la ricerca di VMware, il 71% dei responsabili IT e di business sono sempre più consapevoli che, in questo mondo guidato dalle app, migliorare l’esperienza degli sviluppatori sia un fattore differenziante fondamentale sia per i clienti sia per l’implementazione della strategia aziendale. Molte grandi aziende di software hanno creato posizioni dedicate alle Developer relations (DevRel) per promuovere le comunità di sviluppatori, creare materiale didattico e facilitare l’utilizzo dei prodotti”.

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