Chip, Biden incontra i ceo delle tech company: “Servono più investimenti e produzione negli Usa” - CorCom

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Chip, Biden incontra i ceo delle tech company: “Servono più investimenti e produzione negli Usa”

La carenza di semiconduttori sta già mettendo a serio rischio l’automotive. Una ventina le aziende convocate dal presidente americano fra cui Alphabet e Intel. In Cina, intanto, nasce il primo laboratorio di chip quantistici

13 Apr 2021

Veronica Balocco

La necessità di maggiori investimenti nella produzione di chip semiconduttori, la cui carenza (dovuta alla chiusura degli stabilimenti di produzione imposta per ridurre i contagi da Covid-19) sta mettendo in ginocchio buona parte del settore industriale automobilistico globale, è al centro dell’attenzione della Casa Bianca. Lo ha confermato ieri il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, nel corso di un incontro virtuale con gli amministratori delegati di 19 aziende Usa attive nel campo della tecnologia. Al meeting erano presenti i Ceo di diversi colossi economici statunitensi come General Motors (Gm), Alphabet e Intel.
Secondo quanto annunciato, “l’amministrazione Usa sta identificando potenziali strozzature nella catena di fornitura e lavorando attivamente a fianco delle principali parti interessate dell’industria e con i partner commerciali per fare di più”, mentre il Presidente sarebbe pronto a firmare un ordine esecutivo volto ad affrontare il problema.
“Abbiamo guidato il mondo durante la metà del ventesimo secolo – ha spiegato Biden – lo abbiamo guidato alla fine del secolo scorso, torneremo a guidarlo ora”. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, “la Cina e il resto del Mondo non stanno ad aspettare” e per questo “non c’è ragione per cui siano gli americani ad aspettare”.

In vista dell’incontro con il Presidente, il ceo di Intel, Pat Gelsinger, aveva espresso una richiesta particolarmente sentita dal mondo IT: “Credo che il nostro target dovrebbe essere che un terzo delle forniture di semiconduttori negli Stati Uniti sia prodotta da società americane, rispetto al 12% attuale”. Le principali fabbriche che producono chip hanno infatti attualmente sede a Taiwan e in Corea: ora l’amministrazione Biden intende fare pressione per aumentare la produzione sul suolo americano, specie per le forniture al settore della difesa e per proteggere la catena di rifornimenti Usa, mettendola al riparo da possibili crisi geopolitiche.

Perdite e tagli in vista nell’industria automobilistica

Il problema della carenza globale di chip semiconduttori è destinato ad avere riscontri importanti sull’economia automobilistica. Le stime di Gm, diffuse con i risultati conseguiti nel quarto trimestre del 2020 (37,5 miliardi di dollari di entrate contro i 36,12 miliardi previsti), parlano di una perdita di 2 miliardi di dollari già nel 2021. In via temporanea sono stati già chiusi gli impianti in Kansas, Canada e Messico, mentre la produzione in Corea del Sud è stata pesantemente tagliata.
Anche la storica industria automobilistica statunitense Ford ha deciso di tagliare la produzione del suo pick-up F-150, una delle maggiori fonti d’introito per l’azienda, a causa della carenza di chip semiconduttori. Ford ha fatto sapere che taglierà la produzione di F-150 in uno stabilimento nell’area di Detroit, riducendo i turni di montaggio da tre a uno, mentre l’impianto di Kansas City passerà da tre a due turni di produzione. Per il “Wall Street Journal” la decisione di Ford denota una significativa escalation nel problema della carenza di chip che ha sconvolto l’industria automobilistica. L’F-150 è il veicolo più venduto del Paese.

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E intanto nasce in Cina il laboratorio di chip quantistici

Al di là delle problematiche economiche, intanto, la tecnologia sui chip continua ad evolvere. Due aziende cinesi di semiconduttori hanno deciso di creare congiuntamente un laboratorio di chip quantistici per sviluppare la tecnologia dei circuiti integrati a bassa temperatura, con l’obiettivo di costruire una produzione completa high-tech. Origin Quantum Computing e Nexchip Semiconductor saranno i co-sviluppatori della struttura di chip quantistici con sede a Hefei, città della provincia Anhui, nella Cina orientale. “Lo scopo è raggiungere le imprese straniere. Dal laboratorio al mercato, l’industria stima che potrebbero volerci da otto a dieci anni, forse di più”, ha detto Zhang Xiaorong, direttore del Cutting-edge technology research institute.
Il ricercatore ha spiegato che “il laboratorio utilizzerà la tecnologia a 55 nanometri per sviluppare chip quantistici in Cina, che è in ritardo rispetto ai leader tecnologici mondiali. Ad esempio, nel 2019, Intel ha introdotto un chip utilizzando la tecnologia Intel a 22 nanometri”. “La teoria dell’informatica quantistica è matura, ma il processo di produzione è piuttosto complesso”, ha aggiunto Zhang. Ad esempio, “per un chip quantistico la temperatura deve essere vicina allo zero assoluto, così il dispositivo di raffreddamento deve essere molto più potente delle ventole dei computer attuali”, ha evidenziato Zhang.

Intel in testa alla classifica mondiale, elettronica al centro

Ma dove si concentra la produzione mondiale dei semiconduttori? E qual è l’andamento del mercato? Secondo la fotografia scattata da Gartner, il fatturato mondiale del comparto è stato di 466,2 miliardi di dollari nel 2020, con un aumento del 10,4% rispetto al 2019. “Memoria, Gpu e chipset 5G hanno guidato la crescita dei semiconduttori, guidata dalla domanda del mercato finale dei telefoni iperscalabili, pc, ultramobile e 5G, mentre l’elettronica automobilistica e industriale ha sofferto a causa della minore spesa o di una pausa nella spesa dovuta al Covid-19“, ha affermato Andrew Norwood, vicepresidente della ricerca presso Gartner.

Intel ha mantenuto la sua posizione di primo fornitore mondiale di semiconduttori per fatturato nel 2020, seguita da Samsung Electronics, SK hynix e Micron. Il fatturato dei semiconduttori di Intel è cresciuto del 7,4%, trainato dalla crescita delle sue attività principali di Cpu client e server. Nel complesso, i migliori risultati nella top 10 sono stati Nvidia e MediaTek. La crescita del 45,2% di Nvidia è stata trainata principalmente dalle attività legate ai giochi e ai data center dell’azienda. I ricavi di MediaTek sono cresciuti del 38,1% nel 2020 a causa dell’interruzione dell’attività di Huawei durante tutto l’anno.

La memoria, che ha rappresentato il 26,7% delle vendite di semiconduttori nel 2020, è stata la seconda categoria di dispositivi con le migliori prestazioni, registrando un aumento dei ricavi del 13,5%. “La memoria ha beneficiato della tendenza chiave nel 2020, il passaggio al lavoro e all’apprendimento da casa,  che ha alimentato un aumento della creazione di server da parte di fornitori iperscalabili per soddisfare il lavoro e l’intrattenimento online, nonché un aumento di pc e ultramobili”, ha affermato Norwood.
All’interno della memoria, la memoria flash Nand ha registrato le migliori prestazioni con una crescita dei ricavi del 25,2% a causa di una carenza nell’1H20. “Nel 2021 sia la memoria flash Nand sia la Dram saranno carenti, con un aumento dei prezzi durante l’anno e un aumento dei ricavi di circa il 25%”, ha affermato Norwood. “Questo pone Samsung sulla possibilità di riconquistare il primo posto nel mercato dei semiconduttori da Intel nel 2021“.

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