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Digital twin di asset e infrastrutture: come rivoluzionare gestione e processi

Pienamente operativa la nuova Asset Control Room di Snam, un caso di eccellenza nazionale. I big data diventano “parlanti” grazie a intelligenza artificiale, modelli risk-based, predittivi e di simulazione in 3D, cui si aggiungono le informazioni provenienti da tecnologie di telediagnostica e sensoristica, che aiutano a monitorare in tempo reale lo stato di salute degli impianti per valutarne il funzionamento e rilevando tempestivamente eventuali anomalie

Pubblicato il 06 Mar 2024

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Prosegue il percorso di digitalizzazione di Snam, che dopo aver dematerializzato il 100% dei propri processi lancia ora la nuova Asset Control Room (ACcr), piattaforma digitale per il monitoraggio e la gestione integrata degli asset e delle attività di gruppo. La nuova entità integra di fatto tutte le tecnologie per il governo di processi e infrastrutture, con l’intento di consentire il monitoraggio e la gestione integrata in real-time di attività e asset interamente digitalizzati.

Dati “parlanti”, AI, modelli predittivi e informazioni dalla sensoristica

Al centro di Acr, oltre alla tecnologia, sono soprattutto le risorse operative di Snam, abilitate su tutti i loro device, anche in mobilità, da enormi quantità di dati resi immediatamente “parlanti”, intelligenza artificiale, modelli risk-based, predittivi e di simulazione, cui si aggiungono le informazioni provenienti da tecnologie di telediagnostica e sensoristica, che aiutano a monitorare in tempo reale lo stato di salute degli asset, permettendo di valutarne il funzionamento e rilevando tempestivamente eventuali anomalie.

Accesso al gemello digitale di ogni asset fisico

Attraverso la nuova Asset Control Room, le persone di Snam avranno accesso al gemello digitale di ogni singolo asset fisico, grazie anche a elaborazioni geometriche in 3D di reti e impianti, fondamentali per avere a disposizione una fotografia navigabile, dettagliata e costantemente aggiornata sulla situazione delle infrastrutture. Alla piattaforma si affianca poi uno spazio fisico, l’Evolution Lab, dove le persone di Snam si ritrovano per immaginare nuovi avanzamenti e testare le tecnologie che possono migliorare ulteriormente i processi.

Considerando l’estensione e la distribuzione territoriale dei numerosi impianti del gruppo, nonché la quantità di team e reti coinvolti, il modello integrato di Acr risulta quindi fondamentale, soprattutto perché – incrementando agilità, flessibilità e intelligenza della gestione – mette Snam nelle condizioni ideali per consolidarsi quale operatore multi-molecola, pronto cioè a veicolare – oltre al gas – anche biometano, idrogeno e CO2, in linea con la strategia annunciata nel recente Capital Markets Day.

Uno dei pilastri del programma SnamTec

La realizzazione dell’Acr è il risultato di un lavoro che da circa quattro anni impegna trasversalmente più direzioni di Snam e costituisce uno dei pilastri di SnamTec, il programma di innovazione industriale applicata che il gruppo ha intrapreso nel 2018 e rilanciato anche attraverso il nuovo piano strategico. Attraverso oltre 50 progetti che coinvolgono più di 200 persone, in particolare, SnamTec si prefigge quattro fondamentali obiettivi: sicurezza delle persone; continuità dell’esercizio; salvaguardia delle infrastrutture e dell’ambiente; ottimizzazione dei processi.

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