Droni, l'Unione europea rimanda di sei mesi il nuovo regolamento - CorCom

TECH ZONE

Droni, l’Unione europea rimanda di sei mesi il nuovo regolamento

La direttiva sarebbe dovuta entrare in vigore il primo luglio, ma a causa dell’emergenza coronavirus si slitta a gennaio 2021. Luciano Castro, direttore di Rdwc: “Il mercato ha bisogno di semplificazione e liberalizzazione, ma così prevale ancora l’incertezza”

19 Giu 2020

Domenico Aliperto

Il nuovo Regolamento europeo sui droni, che sarebbe dovuto entrare in vigore dal prossimo 1 luglio in tutti i Paesi della Ue, Italia compresa, è stato rinviato all’1 gennaio 2021. Sull’onda dell’emergenza coronavirus, la Commissione Europea ha infatti deciso di posticipare di sei mesi l’attuazione delle nuove norme comunitarie per l’impiego di queste macchine volanti in ambito professionale e anche amatoriale. “Una decisione che non è stata accolta positivamente dalle migliaia di piloti e operatori nel nostro Paese, che vedono così allontanarsi ancora l’attesa unificazione e semplificazione normativa”, si legge in una nota diramata da Roma Drone Webinar Channel (Rdwc), canale streaming promosso da Roma Drone Conference, tra i principali eventi italiani dedicati alla drone community italiana, giunto alla settima edizione e organizzato dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè, in collaborazione con l’Enac, l’Università Europea di Roma e l’associazione Aopa Italia – Divisione Apr. Il canale dedicherà proprio a questo tema il prossimo appuntamento online.

Cosa cambia col nuovo Regolamento

Il nuovo Regolamento europeo non distingue più tra droni professionali e droni amatoriali. La differenza riguarda invece le categorie dei singoli droni, suddivisi a seconda del peso e non dell’impiego. Una grande novità riguarda l’introduzione delle cosiddette “Open Category”, che per esempio consentono di pilotare un drone del peso non superiore ai 250 grammi senza il patentino e solo con la registrazione, sorvolando persone (ma non assembramenti) e anche in aree urbane dove sia consentito. I centri storici delle città sono sempre “no fly zone” e dunque, per poter volare, è necessario ottenere le previste autorizzazioni dalla locale Prefettura e dall’Enac. Altra novità del Regolamento sono le “Specific Category”, che riguardano l’utilizzo di droni di maggiori dimensioni anche volando oltre la linea di vista del pilota, il cosiddetto “Blvos”, per esempio per missioni di ispezione o monitoraggio di grandi infrastrutture come i tralicci per il trasporto dell’energia, le tubature per la distribuzione del gas o le reti ferroviarie e autostradali.

“C’è ancora molta incertezza nella drone community italiana sugli effetti dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo, nonostante queste nuove norme possano davvero rappresentare un’occasione di semplificazione e di liberalizzazione del mercato, anche in Italia”, sottolinea Luciano Castro, direttore di Rdwc. “Questa puntata del nostro canale in streaming, perciò, avrà proprio l’obiettivo di aprire un confronto diretto tra i rappresentanti delle istituzioni e alcuni esperti e portavoce delle aziende e degli operatori italiani, che dopo il blocco per la pandemia da coronavirus si augurano di poter tornare presto a far crescere questo settore”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Link

Articolo 1 di 2