LE NOMINE

Fintech, Clelia Tosi a capo del distretto italiano

La manager porterà avanti la gestione della community con l’obiettivo di consolidarne ulteriormente la crescita: già 240 le aziende associate di cui 10 unicorni. Novità anche in casa Younited: Piscitelli alla guida della filiale tricolore

06 Set 2022

Lorenzo Forlani

CLELIA TOSI_HEAD OF FINTECH DISTRICT

Sarà Clelia Tosi, 37 anni, la nuova Head of Fintech District, la community internazionale di riferimento per l’ecosistema del fintech in Italia. Con l’obiettivo di consolidare ulteriormente lo sviluppo, rafforzarne la presenza a livello internazionale, favorire lo sviluppo di nuove iniziative di sistema e di Open Innovation a beneficio di tutto il settore, Clelia Tosi è stata nominata al posto di Alessandro Longoni, che era alla guida del Fintech District dal 2017.

La nuova responsabile continuerà il percorso fatto fino a oggi che ha portato la community a contare 240 aziende del settore fintech, di cui 10 unicorni, a lavorare con più di 30 corporate e a instaurare rapporti con più di 10 Hub internazionali. In Fintech District dal 2019, prima con il ruolo di Business Development Manager e poi quello di Head of Partnerships and Growth, Clelia Tosi è laureata in Management per l’impresa; in precedenza ha lavorato per oltre 10 anni nel mondo della consulenza e della ricerca per i Financial Services.

Credo fermamente nell’Open Innovation come strada per una vera trasformazione del settore finanziario e per la crescita del sistema Paese. Sono entusiasta e onorata di questa nuova sfida che ci vedrà impegnati a dare nuova concretezza e valore a quanto siamo riusciti a realizzare fino ad oggi, intraprendendo nuove strade di sviluppo anche grazie al supporto di player del settore, primo fra tutto l’ecosistema Fabrick di cui siamo parte”, ha commentato la stessa Tosi.

Nuova nomina anche per Younited

Novità anche per Younited, che ha annunciato la nomina di Stefano Piscitelli come nuovo Ceo Italia. Nel suo nuovo ruolo, Piscitelli sarà responsabile della guida e della direzione strategica della succursale italiana, al fine di garantire che la società raggiunga la sua visione finanziaria nel nostro Paese, la sua missione e i suoi obiettivi a lungo termine.

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Stefano Piscitelli è in Younited dal 2017, ed ha precedentemente ricoperto i ruoli di Cfo Italia prima e di Managing Director poi. Prima del suo ingresso in Younited Italia, ha costruito una comprovata esperienza progettuale come consulente strategico, distinguendosi come diretto interlocutore di clienti interni ed esterni e stakeholder di livello dirigenziale. Ha conseguito un M.B.A. con BetaGammaSigma Honor presso la Ie Business School, dove si è specializzato in Tecnologia, Imprenditorialità e Finanza, e una Laurea magistrale in Ingegneria Meccanica presso l’Università degli Studi di Roma – Tor Vergata.

Il mercato italiano ha un peso sempre più importante per Younited, rappresentando il 25% del business a livello globale”, ha commentato Piscitelli. “Secondo uno studio paneuropeo condotto da MixFactory per conto di Younited, quasi la metà degli italiani chiede un prestito per affrontare un evento inaspettato: ci rivolgiamo quindi a una platea vastissima, teoricamente estesa a tutti i soggetti adulti con una comprovabile capacità di rimborso, che comprende anche i profili privi di storia finanziaria. Non solo, molti soggetti richiedono più prestiti nel corso della vita”, ha aggiunto. “Sono onorato di questo nuovo incarico che mi permette di guidare i team italiani di Younited nella crescita del brand, che sta avvenendo grazie all’offerta di servizi in continua evoluzione, proprio come lo sono le esigenze degli utenti che si rivolgono a noi”.

Younited è presente in Italia dal 2016 e si è evoluta con tassi di crescita significativi: nel 2022, il numero di prestiti erogati è aumentato del 77,1% rispetto al 2021, il Gross Merchandise Value è cresciuto dell’88,6% e la previsione per il 2023 è di un ulteriore miglioramento. In termini di organico, il numero di dipendenti dell’azienda nell’ultimo anno è cresciuto del 14,5%, a fronte di un mercato del credito al consumo che sta tornando ai livelli pre-pandemia.

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