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Huawei scippa il trono a Samsung, è leader mondiale degli smartphone

Con 55,8 milioni di dispositivi venduti nel secondo trimestre il colosso cinese supera il costruttore coreano. A fare la parte del leone il mercato domestico con il 70% di share. Ma sul futuro pesa l’incognita del ban Usa

30 Lug 2020

Domenico Aliperto

Huawei è diventata il primo distributore di smartphone al mondo, superando Samsung. È il dato relativo al secondo trimestre del 2020, evidenziato da un rapporto stilato da Canalys. Più nello specifico, il colosso di Shenzhen ha venduto 55,8 milioni di dispositivi, una quantità di device in calo del 5% su base annua ma comunque superiore ai 53,7 milioni di unità di distribuite da Samsung, che ha registrato un calo del 30%. Una performance, quella di Huawei, dovuta essenzialmente alle vendite in madrepatria, visto che il business fuori dalla Cina soffre a causa delle restrizioni statunitensi. Huawei ha infatti venduto oltre il 70% dei suoi smartphone nella Cina continentale mentre le spedizioni verso i mercati internazionali sono crollate del 27% su base annua a cavallo di aprile e giugno.

Huawei vince a livello globale ma arretra in Europa

È la prima volta che Huawei conquista il primo posto in questa speciale classifica, concretizzando un’ambizione coltivata da tempo. Ma gli analisti mettono in dubbio la sostenibilità e la durata dello stato di grazia, proprio a causa delle difficoltà che l’azienda continuerà ad affrontare sui mercati esteri. In Europa, infatti, regione chiave per Huawei, la quota di mercato degli smartphone dell’azienda è scesa al 16% nel secondo trimestre rispetto al 22% nello stesso periodo nel 2019, secondo Cnbc, che cita i dati di Counterpoint Research. Huawei in questo senso si posiziona come terzo produttore di smartphone in Europa dietro a Samsung e Apple. D’altra parte, i rivali di Huawei, che sono ancora in grado di utilizzare Android sui propri dispositivi, sono cresciuti nel Vecchio continente: Xiaomi ha visto la sua quota di mercato aumentare dal 6% nel secondo trimestre del 2019 al 13% nello stesso periodo di quest’anno, sempre secondo Counterpoint Research.

“La nostra attività ha dimostrato un’eccezionale resistenza in questi tempi difficili”, ha affermato un portavoce di Huawei. Le vendite sul mercato interno sono aumentate dell’8%, ma le spedizioni all’estero di Huawei sono diminuite del 27% nel trimestre. L’affermazione dell’azienda come top seller potrebbe rivelarsi di breve durata quando altri mercati si riprenderanno”, conferma parlando con Reuters un dipendente Huawei.

Il peso delle restrizioni americane e le considerazioni degli analisti

“Sarà difficile per Huawei mantenere la propria leadership a lungo termine”, dichiara Mo Jia, analista di Canalys, in un comunicato stampa. “I suoi principali partner di canale in regioni chiave, come l’Europa, sono sempre più diffidenti nei confronti dei dispositivi Huawei, che adottano meno modelli e introducono nuovi marchi per ridurre il rischio. “La forza nella sola Cina non sarà sufficiente per sostenere Huawei ai vertici una volta che l’economia globale inizierà a riprendersi”, continua Jia.

Anche perché, stando alle previsioni di S&P Global Ratings, le restrizioni imposte dal governo americano a Huawei potrebbero mandare in fumo 25 miliardi di dollari di entrate provenienti da diverse aziende asiatiche. Huawei deve infatti ancora valutare – almeno pubblicamente – l’impatto che la guerra commerciale con l’amministrazione Trump avrà sulle sue operazioni. “Non è chiaro quanto delle vendite di Huawei nel secondo trimestre siano state guidate dai suoi smartphone 5G e dai modelli di fascia alta che sono più vulnerabili alle restrizioni”, spiega Nicole Peng, vice presidente di Mobility presso Canalys.

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