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IL CASO

Ibm-Microsoft, scattano le via legali: in ballo la top manager delle risorse umane

Il colosso di Armonk teme che la ex Chief diversity officer Lindsay-Rae McIntyre, dimessasi solo pochi giorni fa, porti a Redmond informazioni chiave sulle politiche di diversity e selezione del personale: per Ibm valgono come un “segreto industriale”

13 Feb 2018

Patrizia Licata

giornalista

Ibm ha fatto causa alla sua ex top manager Lindsay-Rae McIntyre, appena assunta da Microsoft con lo stesso ruolo che aveva in Ibm: Chief diversity officer. Secondo il colosso di Armonk, la sua ex VP delle Risorse umane e Cdo ha violato i termini del non-competitive agreement, che per un anno la obbligava, in caso di dimissioni, a non accettare offerte da parte di aziende rivali di Ibm.

La McIntyre “si è improvvisamente dimessa per andare a lavorare in un’azienda concorrente”, si legge nei documenti presentati dai legali di Ibm presso una corte federale di New York. Secondo il colosso informatico, la ex top manager è in possesso di informazioni riservate e sensibili riguardo alle strategie di Ibm sulle risorse umane, in particolare per le politiche di diversity, la ricerca sul mercato di profili professionali, le tecnologie e le innovazioni di punta dell’azienda per cui solo fino a pochi giorni fa lavorava.

Ibm sostiene che l’eventuale violazione della riservatezza di tali informazioni da parte della McIntyre, intenzionale o no, metterebbe Ibm in posizione di svantaggio competitivo rispetto a Microsoft.

La notizia è stata riportata dalla agenzie di stampa Reuters e Bloomberg che aggiungono che nessuna delle parti in causa ha per ora rilasciato commenti ufficiali. Tuttavia, il giudice Vincent Briccetti che sta esaminando la disputa ha temporaneamente vietato alla McIntyre di iniziare il suo lavoro presso Microsoft. I legali della McIntyre sostengono invece che le informazioni della top manager sulle politiche di Ibm in tema di diversity non hanno alcun valore per Microsoft e la McIntyre non avrebbe alcun modo di sfruttarle nel suo nuovo incarico.

In tribunale Ibm tenterà di imporre il rispetto dell’accordo di non-competition valido per 12 mesi dalle dimissioni della ex VP delle Risorse umane e di ottenere un risarcimento per la violazione dei termini del contratto. Ibm osserva che Microsoft non svela le informazioni sulle sue politiche di diversity, a dimostrazione che rappresentano una forma di segreto industriale dalla rilevanza strategica. Il giudice Briccetti ascolterà le parti in un’udienza fissata per il 22 febbraio.

Solo due giorni fa sul sito di Microsoft veniva annunciata la nomina della McIntyre che, si legge, in qualità di Cdo “implementerà e stimolerà una moltitudine di iniziative in tutto il gruppo per portare avanti la costruzione di una cultura diversificata e inclusiva in Microsoft“. La top manager sarà incaricata anche di ricercare alleanze con altre aziende per diffondere la cultura della diversity in tutta l’industria hitech. Il comunicato chiarisce che i tempi del trasferimento da Ibm a Microsoft sono ancora da definire, ma che la McIntyre si trasferirà nei quartieri generali di Redmond e riporterà direttamente alla Chief people officer, Kathleen Hogan.

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