IL PRIMATO EUROPEO

Intelligenza artificiale “modello Wuhan” al Campus biomedico di Roma

Il Policlinico universitario della Capitale adotta la tecnologia per le Tc polmonari: risposte in 20 secondi. Il sistema sarà messo a disposizione di tutte le strutture sanitarie nazionali

19 Mar 2020

Un sistema di intelligenza artificiale per diagnosi precoce e il monitoraggio di polmoniti da Covid-19, in grado di fornire una risposta attendibile al 98,5% in 20 secondi partendo dall’analisi delle immagini della Tc polmonare. Ad acquisire per primo in Europa questa tecnologia, utilizzata a Wuhan nel corso dell’emergenza Coronavirus, è il Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma. Il sistema è stato testato con successo su pazienti anonimizzati dai medici radiologi del Policlinico, guidati da Carlo Cosimo Quattrocchi e dal Direttore dell’Imaging Center Bruno Beomonte Zobel.

Gli ingegneri cinesi della società europea che ha ideato la soluzione tecnologica – si legge in una nota del Policlinico – hanno lavorato alacremente con il personale del Campus Bio-Medico per installare il sistema di intelligenza artificiale e insieme hanno lo hanno sviluppato per adattarlo alle esigenze italiane.

L’applicazione, oltre a fornire la risposta immediata sul tipo di polmonite, è in grado di calcolare il volume di compromissione polmonare espresso in centimetri cubici e di fornire pertanto una valutazione di prognosi, miglioramento o peggioramento della situazione del paziente.

Una volta implementata la tecnologia, il Policlinico Universitario la mette ora a disposizione di tutte le strutture laziali e nazionali. Sarà infatti sufficiente agli ospedali di tutto il territorio fornire in via digitale le immagini TC polmonari dei pazienti e l’equipe dell’Imaging Center e della Diagnostica per Immagini del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico fornirà il riscontro strutturato del sistema di intelligenza artificiale. Questa lettura dei dati concentrata favorirà inoltre l’apprendimento da parte del sistema per una performance sempre più accurata e aiuterà ad avere il quadro dell’evoluzione del contagio in maniera sempre più mirata e tempestiva.

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“Bene l’iniziativa portata avanti dall’Università Campus Bio-Medico di Roma che viene messa a disposizione dell’intera rete regionale per contrastare il virus. Abbiamo già messo a disposizione – commenta l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – la nostra piattaforma informatica ‘Advice’ che collega tutti i Pronto soccorso regionali affinché ci possa essere una rapida trasmissione delle immagini e di conseguenza una diagnosi con il rischio di polmonite. Il Sistema sanitario del Lazio si conferma un punto di riferimento importante nella lotta al Covid-19”.

“Il Campus Bio-Medico – sottolinea il Direttore Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Paolo Sormani – è in prima linea nella emergenza Covid-19 su due fronti complementari: sia per l’impegno come università nella ricerca epidemiologica e filogenetica e in Policlinico col lavoro giorno e notte del laboratorio analisi per dare risposte tempestive ai numerosi tamponi dell’ASL Roma 6 dei Castelli Romani, sia per la funzione fondamentale di erogazione di  assistenza medica e chirurgica a pazienti “non Covid”, con indicazioni non differibili ma non più gestibili da ospedali Covid, contribuendo così a dare risposte di salute ai cittadini e ad alleggerire le altre strutture della regione concentrate sull’assistenza a pazienti positivi al virus”.

“Questa innovazione – evidenziano il Direttore della Uoc di Diagnostica per Immagini, Carlo Cosimo Quattrocchi e il Direttore dell’Imaging Center, Bruno Beomonte Zobel – apre prospettive molto significative nella situazione di emergenza attuale, consentendo di processare una mole di dati altrimenti impossibile da analizzare, migliorando l’appropriatezza delle terapie e liberando posti preziosi nelle terapie intensive da pazienti che non ne hanno la necessità. Ma il sistema, che contribuiremo a sviluppare sulla base dei dati europei e che è prodromico anche a una evoluzione in chiave radiomica, crea un punto di svolta anche per i prossimi mesi, quando, passata l’emergenza, ci auguriamo che i casi di Covid-19 diventeranno più sporadici e quindi più difficili da identificare”.

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